Con l’avvicinarsi del periodo natalizio, la scelta dell’albero di Natale si rinnova, portando con dubbi sui temi di tradizione e decorazione.
L’interrogativo principale riguarda se sia più ecosostenibile optare per un albero naturale oppure per uno artificiale. Analizzando i dati più recenti e le ricerche accademiche, emerge un quadro dettagliato sull’impatto ambientale di entrambe le tipologie, permettendo di orientare la scelta in modo consapevole.
Secondo gli studi del Carbon Trust, un albero naturale di Natale utilizzato per un solo anno e successivamente trasformato in segatura o impiegato come legna da ardere produce un’impronta di carbonio di circa 3,5 kg di CO2. Nel caso in cui venga invece smaltito in discarica, l’impatto sale fino a 16 kg di CO2 a causa delle emissioni di metano generate dalla decomposizione anaerobica. Diversi dati emergono da una ricerca del Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agrarie, Alimentari, Ambientali e Forestali dell’Università degli Studi di Firenze, che stima in 0,522 kg di CO2 l’emissione legata alla produzione di un albero naturale alto 1,80 metri. Un aspetto cruciale è la provenienza: un albero coltivato e venduto localmente ha un impatto ambientale notevolmente inferiore rispetto a uno trasportato su lunghe distanze.
L’albero naturale presenta inoltre vantaggi ecologici indiretti, poiché la coltivazione di abeti contribuisce alla stabilità idrogeologica di aree montane, prevenendo frane e incendi attraverso la gestione del terreno e la prevenzione della crescita di vegetazione infestante.
Dall’altra parte, l’albero artificiale mostra un’impronta di carbonio significativamente più elevata. Sempre secondo il Carbon Trust, un albero artificiale alto 1,90 metri è responsabile di circa 40 kg di CO2, derivanti dalla produzione di plastica, dai processi manifatturieri e dal trasporto, spesso internazionale. Per compensare questo impatto, l’albero artificiale dovrebbe essere riutilizzato per almeno 12 anni, una durata difficile da garantire nella pratica. I dati dell’Università di Firenze indicano una carbon footprint di circa 19,4 kg di CO2 per un albero artificiale di 1,80 metri, escludendo le emissioni legate al trasporto. In ogni caso, per pareggiare l’impatto di un albero naturale tagliato ogni anno, un albero artificiale dovrebbe durare fino a 37 anni, un arco temporale poco realistico per la maggior parte delle famiglie.
Fine vita e sostenibilità: biodegradabilità e riciclo
Un altro elemento fondamentale da considerare nella scelta ecosostenibile è il destino dell’albero dopo le festività. L’albero naturale è completamente biodegradabile e, se gestito correttamente, non danneggia l’ecosistema. Le opzioni di smaltimento più sostenibili includono il compostaggio o l’uso come legna da ardere, evitando la decomposizione in discarica che genera metano, un gas serra molto più potente della CO2.
L’albero artificiale presenta invece criticità rilevanti legate allo smaltimento. Realizzato prevalentemente in plastica, un materiale non biodegradabile e spesso non riciclabile, può impiegare fino a 200 anni per degradarsi in discarica, contribuendo all’inquinamento da microplastiche. Anche quando è riciclabile, il processo genera elevate emissioni di CO2 a causa della natura petrolchimica dei materiali impiegati.

Per minimizzare l’impatto ambientale, la scelta di un albero naturale deve seguire alcune semplici, ma importanti, regole:
- Preferire alberi coltivati localmente, riducendo così le emissioni legate al trasporto.
- Acquistare alberi provenienti da coltivazioni a sviluppo sostenibile, con uso limitato di pesticidi e fertilizzanti.
- Evitare alberi di dubbia provenienza per non incentivare la deforestazione.
- Riutilizzare vaso e decorazioni per più anni, abbattendo l’impatto complessivo.
- Scegliere alberi con radici e curarli nel tentativo di farli sopravvivere oltre il periodo natalizio; si stima che solo il 10% riesca a farcela, ma questo riduce sensibilmente le emissioni annuali associate.
- Gestire correttamente il fine vita, preferendo la trasformazione in segatura o la combustione controllata al deposito in discarica.
Darran Messem, Managing Director of Certification presso il Carbon Trust, sottolinea l’importanza di mantenere vivo l’albero in vaso e del suo trapianto dopo le feste, in quanto l’albero naturale assorbe CO2 durante la sua crescita e rilascia ossigeno, contribuendo così positivamente all’ambiente.