Cresce il consumo dei prodotti ittici nostrani: 8 persone su 10 acquistano pesce allevato in Italia perché lo giudicano più controllato.

L’Associazione Piscicoltori Italiani di Confartigianato (API) ha commissionato un’analisi volta a comprendere il tasso di acquisto dei prodotti ittici da parte della popolazione. Il risultato è stato sorprendente: non solo è cresciuto il consumo di pesce, ma è emerso che otto consumatori su dieci preferiscono comprare quello allevato in Italia perché più controllato.

Prodotti ittici: aumenta il consumo in Italia

Durante il lockdown, gli italiani hanno modificato sia il modo di acquistare che di mangiare. Stando all’indagine di mercato Acquacoltura e Covid-19: quale impatto sui consumi? che l’API ha commissionato alla società di consulenza Crea Marketing Consulting, i cittadini dello stivale hanno aumentato il consumo dei prodotti ittici. Il 48% della popolazione nostrana ha cambiato abitudini alimentari, privilegiando il pesce. Quest’ultimo, quindi, arriva ad occupare la terza posizione, dopo la pasta e le verdure, nelle scelte dei consumatori. Oltre a questo dato entusiasmante, ne è emerso anche un altro che non va assolutamente sottovalutato: otto persone su dieci preferiscono il pesce allevato in Italia perché considerato più controllato e buono.

I dati dell’indagine voluta da API evidenziano che, nel 2019, il settore dell’acquacoltura ha prodotto circa 62 mila tonnellate di pesce, il cui valore complessivo supera 300 milioni di euro.

  • Al primo posto, con 37 mila tonnellate, c’è la trota.
  • Al secondo troviamo l’orata con oltre 9 mila tonnellate.
  • La spigola, con 7 mila tonnellate, conquista il terzo posto.
  • L’ombrina invece è all’ultima posizione con 100 tonnellate prodotte.

I vantaggi del consumo del pesce allevato in Italia

Consumare prodotti ittici nostrani porta a diversi vantaggi, sia per coloro che usufruiscono del prodotto che per quanti lo producono. Innanzitutto, ci sono controlli rigidi e quotidiani sulla qualità e sul territorio, dettaglio che è stato colto immediatamente dalla popolazione. Inoltre, allevatori, veterinari e tecnici collaborano insieme, garantendo il benessere del pesce allevato. Di conseguenza, si riduce l’uso degli antibiotici, largamente impiegati negli allevamenti cosiddetti intensivi.

Altro vantaggio non indifferente riguarda l’alimentazione del pesce, che avviene con farine e oli animali e vegetali controllati. Dulcis in fundo, è possibile il tracciamento del prodotto ittico, dalla produzione al piatto.

L’indagine condotta dall’API ha evidenziato un altro fattore che, oggi come non mai, è fondamentale: il rispetto dell’ambiente. L’acquacoltura, infatti, è il sistema di produzione alimentare più efficiente per uso di risorse (acqua, suolo, energia) e per impatto su tutto ciò che ci circonda. Ergo: è utile a preservare le risorse ambientali, a proteggere le specie in via d’estinzione e a mantenere gli habitat e la biodiversità.


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