Salgono a 4,3 miliardi di euro i consumi di cibo biologico degli italiani: ecco i numeri diffusi da Coldiretti.

Mangiare bene e sano e fare meno male all’ambiente conquista sempre più italiani. Lo confermano i numeri di Coldiretti sul biologico e i suoi consumi nell’arco del 2020, l’anno della pandemia. Complici la crisi sanitaria e il confinamento, i gusti sono cambiati e l’Italia sceglie prodotti bio con maggiore frequenza: sono 4,3 miliardi di euro i consumi domestici di alimenti biologici nei dodici mesi del 2020, +7% rispetto all’anno precedente.

Biologico, aumentano consumi e imprese

Coldiretti fa sapere che oggi il biologico è nel carrello della spesa di circa sette famiglie italiane su dieci (68%): soltanto due anni fa il 47% degli italiani prediligeva cibi bio almeno una volta a settimana. Il trend è inarrestabile.

L’organizzazione degli imprenditori agricoli aggiunge che l’Italia è diventata il primo Paese in Europa per numero di aziende agricole impegnate nel biologico. Sono saliti a ben a 80.643 gli operatori coinvolti: +2%.

Un uomo porta una cassetta di verdure
Le imprese aspettano la nuova legge sul biologico

Legge sul biologico in agricoltura al Senato

Ma come è regolamentato questo settore? Le imprese attendono l’approvazione della nuova legge nazionale sull’agricoltura biologica per supportare la transizione agro-alimentare e permettere di allineare l’Italia agli obiettivi del cosiddetto Green Deal europeo.
L’obiettivo della legge, che sta iniziando l’iter finale alla Commissione Agricoltura della Camera, triplica la superficie coltivata a biologico e riduce del 50% l’uso di pesticidi e antibiotici e del 20% quello dei fertilizzanti entro il 2030.

Coldiretti specifica che il testo prevede anche l’introduzione di un marchio per il bio italiano per contrassegnare come 100% Made in Italy solo i prodotti biologici ottenuti da materia prima nazionale. La funzione del bollino bio è quella del sistema di sostenibilità del Made Green in Italy.

Il provvedimento – specifica Coldiretti – sostiene anche l’impiego di piattaforme digitali per garantire una piena informazione circa la provenienza, la qualità e la tracciabilità dei prodotti con una delega al Governo per rivedere la normativa sui controlli e garantire l’autonomia degli enti di certificazione”.

La preoccupazione dell’organizzazione è per l’invasione di prodotti bio che arrivano dai Paesi extracomunitari. Soltanto nel 2020, si segna un +51% per le arance e un 40% per limoni e olio d’oliva “stranieri”.

Una situazione – conclude la Coldiretti – che rende chiara l’urgenza di dare la possibilità di distinguere sullo scaffale i veri prodotti biologici Made in Italy ma anche rafforzare i controlli sui cibi bio importati che non rispettano gli stessi standard di sicurezza di quelli europei”. La missione è raggiungere la strategia From Farm to Fork (Dal produttore al consumatore) della Commissione europea: avere in futuro almeno un campo su quattro (25%) coltivato a bio in Italia.


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