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Bonus conto corrente 2023, tutto quello che bisogna sapere

Una cliente con carta controlla il conto corrente su smartphone
Una cliente con carta controlla il conto corrente su smartphone

È confermato anche per il 2023 l’incentivo per le operazioni bancarie senza costi: ecco a chi spetta e i requisiti.

Con una legge approvata nel 2014 dal Parlamento europeo, chiunque risieda legalmente nell’Unione ha il diritto di aprire un conto bancario di base: le spese e le regole devono essere trasparenti e a nessuno può essere negato il diritto ad un conto sulla base della nazionalità o del luogo di residenza. È per ampliare questa possibilità e per favorire l’accesso ai servizi finanziari a tutti che è confermato anche quest’anno il bonus conto corrente 2023.

Bonus conto corrente 2023: a chi spetta e requisiti

Introdotta nel 2018 con il Decreto legge n. 70 del 3 maggio, l’agevolazione vuole garantire l’accesso ai conti di base per tutti i consumatori, compresi quelli appartenenti alle fasce meno abbienti che hanno difficoltà a sostenere gli oneri di mantenimento annuali. Ma come funziona di preciso e quali sono i requisiti per accedere a questo incentivo?

Il bonus conto corrente è destinato esclusivamente ai contribuenti che hanno un indicatore ISEE annuale inferiore a 11.600 euro a prescindere dall’età. L’attestazione aggiornata della situazione economica equivalente deve essere comunicata all’istituto di credito entro e non oltre il 31 maggio di ogni anno. A questa platea di beneficiari si aggiungono i pensionati con un assegno lordo minore o uguale a 18.000 euro annui: per loro non è necessario presentare l’ISEE.

Ufficio Banca
Cosa prevede il conto a zero spese e come richiederlo?

Il bonus conto corrente azzera gli oneri annuali di mantenimento, il canone mensile di gestione e le imposte di bollo. Pensato per sostenere le fasce di popolazione economicamente fragili, l’incentivo rende gratuite alcune spese variabili come i costi legati ai prelievi di contanti in Italia e all’estero, l’emissione di bonifici e il rilascio della carta di debito.

Le banche, presa visione dell’attestazione ISEE e della documentazione necessaria, sono autorizzate ad attivare la detrazione. È poi lo Stato attraverso le casse pubbliche a farsi carico di colmare il mancato introito direttamente agli istituti. Gli unici costi a carico del cliente sono quelli una tantum per specifiche operazione a discrezione di ciascuna banca, ma sempre di importo inferiore alle spese di mantenimento per i conti tradizionali.

Bonus conto corrente 2023: come richiederlo?

Per chiedere il bonus, basta andare con la carta d’identità valida e il codice fiscale presso la filiale di una qualsiasi banca e richiedere esplicitamente un conto corrente a zero spese. Ce ne sono tantissimi, da quello di Banca Sella a quelli di Credem e Crédit Agricole, soltanto per fare qualche nome.

Naturalmente i conti agevolati hanno limitazioni per il numero di prelievi, i pagamenti tramite bonifico e i versamenti di contanti. Le operazioni illimitate sono i prelievi da sportelli dello stesso gruppo bancario in Italia, gli addebiti SEPA e i pagamenti con carta di debito.

L’intestatario di un conto agevolato può co-intestarlo a un componente del proprio nucleo familiare, considerato che l’attestazione ISEE non cambia. Se il contribuente ha un conto aperto, può chiedere di passare a quello senza spese. Questa norma rispetta sempre la legge comunitaria per la quale le banche sono obbligate a rendere più facile il passaggio da un conto corrente a un altro che offre condizioni migliori.

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