A Milano, a pochi passi dall’avanguardistico quartiere di Isola, sorge il Bosco Verticale, uno dei grattacieli più belli e famosi del mondo.

Nella città di Milano, ai margini del quartiere Isola, sorge il complesso residenziale che porta il nome di Bosco Verticale. Il grattacielo è stato inaugurato nell’ottobre 2014. È costituito da due torri interamente rivestite di piante, alberi e arbusti. Un’opera architettonica visionaria ideata dallo staff dell’archistar Stefano Boeri.

Il complesso è stato insignito di svariati riconoscimenti per il suo straordinario design all’insegna dell’avanguardia e della sostenibilità. In questa sede ricordiamo almeno il premio conferito dall’Illinois Institute of Technology di Chicago per la “Migliore Architettura del Mondo 2015”.

Quanto costa vivere nel Bosco Verticale?

Ovviamente risiedere nel grattacielo premiato come il più bello del mondo ha dei costi proporzionali agli elevati standard. Il complesso abitativo consta di ben 110 unità di alloggio.

Per quanto riguarda le spese relative all’acquisto si va dai 12.500 ai 16.500 euro al metro quadro. A queste cifre vanno aggiunte poi le ingenti spese condominiali, che ammontano a circa 1550 euro mensili. Una cifra considerevole, dovuta al costante bisogno di manutenzione di un edificio che si può considerare un vero e proprio organismo vivente.

Molti appartamenti sono, per ovvi motivi, ancora vuoti. Tuttavia, per chi non volesse intraprendere un dispendioso acquisto, c’è pur sempre la possibilità di affittare un locale. Per una casa grande 80 mq si arriva a pagare circa 3mila euro al mese e 6500 annui di spese condominiali.

Chi vive nel bosco verticale?

I residenti dei due famosi grattacieli milanesi hanno una provenienza internazionale: all’incirca il 40% è straniero, oppure, se italiano, risiede per buona parte dell’anno all’estero.

Ad abitare questo particolarissimo bosco nel centro città non mancano certo personaggi di una certa fama. Per esempio, i noti calciatori Felipe Melo e Ivan Perisic, o ancora top manager aziendali come Carsten Quitter del gruppo Allianz.

Anche esponenti del mondo della moda hanno fatto questa scelta abitativa: risiedono nel Bosco sia Gaia Trussardi che lo stilista Diego Dolcini. Fra i primi a compiere l’acquisto nel 2014 troviamo anche Simona Pizzi, amante dell’arte e importante agente di commercio.

Chi cura le piante del bosco verticale?

Lo studio Boeri, consapevole dell’importanza dell’impatto visivo in una costruzione di questo genere, ha stabilito sin dall’inizio tutti i dettagli relativi alla manutenzione. Di questa straordinaria vegetazione aerea non se ne occupano, infatti, i singoli proprietari o affittuari. Ogni dettaglio è supervisionato dall’amministrazione centrale del condominio, così da garantire un controllo costante.

Tre volte all’anno viene eseguita la potatura generale e l’irrigazione quotidiana è demandata ai più sofisticati sistemi tecnologici.

Gli abitanti si occupano invece delle piante non visibili sulla facciata esterna, ovvero quelle più piccole che affacciano sulla parte interna di terrazzi e balconi privati.

Chi ha inventato il giardino verticale?

L’innovativo format del cosiddetto “giardino verticale”, detto anche “muro vegetale”, è stato concepito dal biologo Patrick Blanc. Lo studioso francese, specializzato in botanica, ha avuto spunto per l’ideazione del progetto durante un viaggio in Malaysia e Thailandia svolto nei primi anni Settanta.

In quei luoghi esotici ha osservato le piante che crescono nei sottoboschi e sulle rocce e ha potuto constatare che la vegetazione non necessita per forza di un terreno alla base.

Negli anni ‘90 Blanc ha iniziato a costruire ed esporre installazioni di muri vegetali e l’idea ha ottenuto presto una risonanza globale. Non dimentichiamo che, accanto all’indiscusso valore estetico di tali sperimentazioni, c’è anche un forte impulso di sostenibilità: un edificio in forma di bosco verticale, fra le altre cose, è in grado di assorbire tanta dell’anidride carbonica presente nell’aria circostante.


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