Spreco Zero è l’iniziativa social di Slow Food e Rete Zero Waste contro lo spreco alimentare: ecco di cosa si tratta.

Lo spreco alimentare ha numeri davvero impressionanti. Soltanto in Italia ogni anno si perdono 36 chili di cibo a testa lungo tutta la catena di produzione, distribuzione e consumo. Questo sperpero costa circa l’1% del Pil nazionale, una cifra che oscilla tra i 12 e il 16 miliardi di euro. È proprio per sfidare questo modello negativo che Slow Food Youth Network Italia e Rete Zero Waste lanciano Spreco Zero, un’iniziativa di sensibilizzazione che punta a ridurre fortemente lo spreco di cibo.

Slow Food e Zero Waste contro lo spreco alimentare

La campagna Spreco Zero è attiva fino al 21 febbraio su Instagram e Facebook. Questo progetto social su vasta scala presenta contenuti di approfondimento, ricette e consigli e racconta ogni giorno realtà che si occupano di trasformare lo spreco alimentare da criticità in risorsa.

D’altronde, secondo i dati Fao, in Italia e nel resto d’Europa il 21% dello spreco di frutta e verdura avviene direttamente nei campi. Il canone preso in considerazione è puramente “estetico” e riguarda forma, dimensione e buccia dei cibi.

Spreco Zero
Spreco Zero, la campagna di Slow Food e Zero Waste

Uno studio della University of Edinburgh rileva che in Europa un terzo dell’ortofrutta non soddisfa i requisiti richiesti dalla GDO. Disperdere queste risorse – pari a 50 milioni di tonnellate di prodotti agricoli – significa buttare via lavoro, tempo, acqua, suolo ed emissioni di gas serra.

Chi aderisce a Spreco Zero?

A Spreco Zero partecipano progetti che recuperano e distribuiscono eccedenze alimentari alle persone in condizioni di difficoltà e fragilità.

  • ReFoodgees – Roma SalvaCibo opera ai mercati rionali dell’Alberone e dell’Esquilino costruendo una rete solidale di sostegno a chi si trova in situazioni di vulnerabilità sociale ed economica.
  • Avanzi Popolo a Bari costruisce canali di contatto tra le zone dove si produce lo spreco (famiglie, dettaglianti e ristoratori) e i luoghi del bisogno.
  • Bella Dentro acquista direttamente gli “scarti” imperfetti dagli agricoltori, ad un prezzo equo, e li rivende online e in giro per le strade di Milano.
  • Tempi di Recupero è una rete che riunisce cuochi, gelatai, osti e vignaioli che prestano attenzione al recupero e raccolgono cibi “belli dentro”.

Spreco Zero si avvale inoltre di contributi esclusivi come quelli della chef Chiara Pavan del ristorante stellato Venissa di Venezia e della giornalista Martina Liverani della rivista Dispensa Magazine. Alla campagna partecipa anche Too Good to Go, l’app con cui milioni di utenti in tutta Europa salvano ogni giorno il cibo rimasto invenduto nei negozi e ristoranti e altrimenti destinato al cestino.

Spreco Zero, come funziona la campagna

Slow Food affida la promozione di Spreco Zero ad ambasciatori eccellenti come Jorrit Kiewik, direttore di Slow Food Youth Network, la Comunità Slow Food Liceo Gioberti di Torino e la Comunità Educativa Gastronomica Etnea, che porteranno contributi video su ricette e consigli anti-spreco.

L’iniziativa termina domenica 21 febbraio alle 18 con un appuntamento collettivo su Zoom: il primo aperitivo Spreco Zero, appuntamento al quale partecipano tutte le realtà coinvolte nella campagna.

Il 5 febbraio si celebra la Giornata nazionale contro lo spreco alimentare.

Spreco Zero è l’occasione perfetta per scoprire di più su questo fenomeno, capire come contrastarlo e mettersi in gioco in prima persona per ridurlo.

ultimo aggiornamento: 08-02-2021


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