Due amiche hanno lanciato ‘Vite. Storie di vino e di donne’ per mettere in contatto produttrici e consumatrici: ecco il risultato.

Agnes Antal e Vera Prada sono due amiche, entrambe professioniste di comunicazione e marketing digitale. Ma soprattutto sono appassionate di vino. Nell’autunno del 2020, alla fine di un periodo davvero difficile, decidono di unire le forze in un progetto unico: Vite. Storie di vino e di donne. Una vera e propria piattaforma online di empowerment femminile che raccoglie le testimonianze di quelle viticoltrici italiane che nonostante la crisi, la pandemia e la difficoltà di sfondare il “soffitto di cristallo”, continuano a produrre e a fare impresa.

Cos’è Vite. Storie di vino e di donne?

Le porte di Vite. Storie di vino e di donne sono aperte a tutte le donne che amano il vino, non solo alle professioniste e alle artigiane dell’uva. Come le sei intraprendenti organizzatrici di Pane e libri, anche Agnes e Vera raccolgono storie di coraggio e resilienza e promuovono la riscoperta dei prodotti artigianali.

Tre donne brindano con il vino
L’empowerment femminile al centro di Vite. Storie di vino e di donne

Sulla piattaforma che hanno lanciato si possono leggere vicende di viticoltrici con competenza e dedizione assolute. C’è Chiara Lungarotti di Lungarotti Winery Umbria che ha ereditato dal padre Giorgio e dalla madre Maria Grazia l’arte della tradizione e dell’innovazione. Valentina Di Camillo di Tenuta i Fauri, doppia laurea in Chimica ed Enologia, ha rotto lo stereotipo culturale della “donna che non sa fare il vino”.

E così via, fino ad arrivare ad Elisa e Silvia Piaggi, le “fiole” dell’Oltrepò Pavese Elivià che portano avanti un lavoro di famiglia che dura da tre generazioni. O ad Alice, una ragazza milanese che ha mollato il lavoro di architetto per trasferirsi con il marito Emanuele sui Colli Tortonesi, alla Cascina Giambolino.

Come funziona Vite. Storie di vino e di donne

Vite. Storie di vino e di donne funziona da punto d’incontro tra donne che amano il vino e donne che lo producono. Per farlo, il portale mette in vendita dei cofanetti di degustazione.

Ogni confezione contiene il vino di una delle produttrici selezionate (da una a tre bottiglie), la storia della donna che lo ha prodotto e la degustazione guidata dalla sua stessa voce, per comprendere e assaporare al meglio quel che si sta bevendo.

C’è dentro tutto questo perché – si legge in un post su Instagram – “vogliamo donarvi la possibilità di incontrare davvero un’artigiana dell’uva. E siamo convinte che non ci sia niente di meglio, per trovare una nuova amica, che condividere la propria storia insieme a un bicchiere di buon vino”.

D’altronde, come scrive la giornalista svizzera (ed esperta di vino) Chandra Kurt nei suoi Wine Tales, “non importa se a produrre il vino è un audace contadino o una grande azienda. È una questione di comportamenti e di emozioni“.


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