Vai al contenuto

Case Green, il 2026 anno cruciale: i nuovi obblighi

casa green 2026 le nuove normative

Il tema dell’efficienza energetica degli edifici entra in una fase decisiva. Il 2026 rappresenta un anno chiave per l’attuazione della direttiva europea sulle cosiddette Case Green, un percorso che coinvolge direttamente proprietari, istituzioni e settore edilizio. Non si tratta di un cambiamento improvviso, ma di una transizione progressiva che punta a ridurre in modo significativo l’impatto ambientale del patrimonio immobiliare, uno dei principali responsabili delle emissioni inquinanti. Le regole non cambiano tutto e subito, ma delineano un orizzonte preciso entro cui muoversi.

Direttiva Case Green: cosa deve fare l’Italia entro il 2026

Entro il 29 maggio 2026 l’Italia dovrà recepire formalmente la direttiva Case Green, definendo nel dettaglio le modalità con cui intende raggiungere gli obiettivi fissati dall’Unione Europea. Il primo traguardo riguarda il 2030, con una riduzione del 16% delle emissioni prodotte dagli edifici residenziali rispetto ai livelli del 2020. Il secondo step guarda al 2035, quando la riduzione dovrà attestarsi tra il 20 e il 22%.

Per centrare questi obiettivi, una parte consistente degli interventi dovrà riguardare gli immobili con le prestazioni energetiche peggiori. Secondo le stime, oltre la metà degli edifici residenziali italiani rientra ancora nelle classi F e G, le più energivore. È proprio su questo segmento che si concentreranno molte delle azioni previste.

La direttiva non riguarda solo il patrimonio esistente, ma guarda anche al futuro. A partire dal 2030, tutti i nuovi edifici residenziali dovranno essere a emissioni zero, mentre per quelli pubblici il termine è anticipato al 2028. Questo significa progettare immobili in grado di consumare pochissima energia e di fare largo uso di fonti rinnovabili, riducendo drasticamente l’impatto ambientale sin dalla fase di costruzione.

casa green 2026 le nuove normative
Direttiva Case Green: cosa deve fare l’Italia entro il 2026 – leonardo.it

Il quadro normativo, rispetto alle prime bozze, è stato in parte rivisto, lasciando agli Stati membri maggiore flessibilità sulle modalità di attuazione. Resta però fermo l’obiettivo finale: un parco immobiliare più efficiente e meno inquinante.

Un altro tassello fondamentale è la revisione dell’Attestato di Prestazione Energetica. Dal 2026 entrerà in vigore una nuova APE, con una scala di classificazione uniforme in tutta Europa, dalla classe A alla G. La classe A identificherà gli edifici a emissioni zero, mentre la G continuerà a rappresentare quelli con le prestazioni peggiori. È prevista anche una classe A+ per gli immobili che producono più energia di quanta ne consumino.

Il nuovo attestato sarà più dettagliato e includerà informazioni su consumi, emissioni di gas serra, uso di energie rinnovabili, predisposizione alla domotica e presenza di infrastrutture per la mobilità elettrica.

Ogni Paese dovrà adottare un Piano nazionale di ristrutturazione, aggiornato periodicamente, per pianificare gli interventi necessari. La direttiva consente alcune esenzioni, entro un limite massimo del 22% del patrimonio immobiliare: tra queste rientrano monumenti, edifici storici tutelati, luoghi di culto, case vacanza e abitazioni di piccole dimensioni.

Riproduzione riservata © 2026 - LEO

ultimo aggiornamento: 2 Gennaio 2026 15:02

“Anno nuovo casa nuova”: 10 cose da fare subito per organizzare gli spazi al meglio