Una famiglia italiana su quattro ha fatto ritardi nel pagamento del canone di locazione durante e dopo il lockdown: ecco come rinegoziare l’affitto secondo la legge.

Oltre 4,7 milioni di italiani vivono in affitto. A rivelarlo è il report sul Patrimonio immobiliare fatto dall’Agenzia delle Entrate e dal Dipartimento delle Finanze. L’emergenza COVID-19 con le sue misure di restrizione ha messo in difficoltà gli inquilini e i proprietari. Durante e soprattutto dopo il lockdown, sono sempre di più le persone che non riescono a pagare il canone di locazione. Un’idea come rinegoziare l’affitto è una soluzione che conviene ad entrambe le parti, non soltanto grazie ai contributi a fondo perduto (il cosiddetto “bonus affitto”) stanziati nella legge di Bilancio per tutti i locatori contribuenti.

Come rinegoziare l’affitto? La buona fede in primis

In questo periodo di crisi sanitaria ed economica, collaborare con lealtà, correttezza e “obbligo di solidarietà” è fondamentale. L’articolo 1375 del Codice Civile prevede che “il contratto deve essere eseguito secondo buona fede”. La soluzione più agevole è quindi quella di tentare la strada della rinegoziazione. Ecco tre consigli per farlo e come funzionano la compensazione dell’affitto con spese di ristrutturazione, la scrittura privata autenticata e infine la negoziazione assistita.

Compensazione affitto con spese di ristrutturazione

La compensazione, o meglio il baratto, potrebbe essere la prima soluzione. Se non si riesce a pagare il canone ma si ha un sano rapporto di fiducia con il proprietario, maturato dagli affitti saldati regolarmente da quando si occupa lo stabile, l’interesse nel proseguire con la locazione dell’immobile sarà reciproco. L’importante è dichiarare immediatamente e con chiarezza le difficoltà che sono emerse con l’emergenza sanitaria legata al Coronavirus.

Sono state fatte migliorie all’appartamento da quando si è in affitto? Ad esempio l’installazione degli infissi per l’isolamento termico, di un impianto di condizionamento o di una stufa a pellet? Il consiglio è suggerire una compensazione per i mesi di emergenza, in cambio dei miglioramenti che sarebbero stati valutati a fine locazione.

Una ragazza al laptop sul divano di casa
Rinegoziare l’affitto? Si può fare.

Scrittura privata autenticata: semplice e veloce

Una scrittura privata è la seconda soluzione. Trovato l’accordo tra le parti, un amico o un parente legale può aiutare con una regolare registrazione fiscale autenticata, che metterà nero su bianco la riduzione del canone e la durata.

In questo modo, anche il proprietario potrà denunciare all’Agenzia delle Entrate il minor reddito e quindi pagare meno tasse. Nella scrittura si può aggiungere di impegnarsi a ripagare, magari a rate dilazionate nel tempo, la differenza nei canoni non versati.

La negoziazione assistita

Terzo e ultimo consiglio: la negoziazione assistita. Anche se i rapporti tra inquilini e proprietari non sono proprio idilliaci, è l’unica modalità per risolvere la situazione dribblando lo sfratto per morosità.

Al fine di venire a capo a qualsiasi controversia in via leale ed amichevole, evitando il ricorso ad un giudice e il conseguente pagamento delle spese processuali, questa procedura punta ad un accordo tra le parti con l’assistenza di avvocati di fiducia. Con l’aiuto di un bravo mediatore, spesso e volentieri si riescono a salvaguardare entrambe le parti e di conseguenza, a salvare e rinnovare il rapporto contrattuale.


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