Giorgio è un nome da re e nel mondo della moda, Giorgio Armani è un sovrano assoluto: allo stilista è stato assegnato il prestigioso Premio Parete 2020.

Giorgio Armani è il re della moda internazionale. È salito al trono negli anni Settanta e non è mai più sceso dal soglio delle eccellenze italiane nel mondo. Lo stilista si mostra ai “sudditi” con le sue creazioni e “per la sua personalità straordinaria che ha fissato un’inconfondibile impronta su un’epoca e che, ancora oggi, lo rende l’icona italiana per eccellenza nel mondo”. È con questa motivazione che il Premio Parete 2020 è stato assegnato al maestro piacentino di nascita e milanese di adozione. Uno dei primi stilisti capaci di reinventarsi anche ai tempi del COVID-19, proponendo sfilate a porte chiuse e dando prima di tutto sostegno al personale sanitario.

Premio Parete 2020: Giorgio Armani icona italiana

Istituito nel 2017, il Premio Parete è un prestigioso riconoscimento voluto dai familiari di Ermando Parete per ricordare la figura del finanziere abruzzese, superstite del campo di concentramento di Dachau. Scomparso nel 2016, Parete ha dedicato tutta la sua vita a preservare la memoria della Shoah.

Il Premio Parete è conferito ogni anno ad una personalità di rilievo del mondo imprenditoriale. Uomini che “incarnano i valori dell’eccellenza, dell’intraprendenza e dell’ottimistica laboriosità“. Dopo Giovanni Tamburi, Vittorio Colao e Marco Carrai, Giorgio Armani è il vincitore dell’edizione 2021, che si è svolta per la prima volta in diretta streaming. La cerimonia di premiazione, disponibile su YouTube, è andata in scena all’Università Bocconi di Milano.

Ermando Parete rappresenta il coraggio e la memoria – ha detto Armani in un contributo audio durante l’evento –, qualità fondamentali, soprattutto oggi, che si tende a dimenticare e a voltare spesso lo sguardo altrove di fronte ai problemi e alle ingiustizie. Ma sappiamo bene che senza memoria non può esserci futuro e nemmeno innovazione. Senza ricordo di quello che è stato non si può costruire nulla, perché ci vogliono le fondamenta o tutto crolla”.

Coronavirus, Giorgio Armani converte la produzione

Armani, 86 anni, si è speso in prima persona per l’Italia in quest’anno difficile appena trascorso. L’uomo simbolo dell’eleganza italiana all’estero ha donato due milioni di euro agli ospedali di Milano, Bergamo, Piacenza, Roma e della Versilia e alla Protezione civile.

Non solo. Il Gruppo Armani, che opera in vari settori, ha riconvertito i propri stabilimenti per la produzione di camici monouso destinati a medici ed infermieri.

Con una lettera aperta pubblicata sui più importanti quotidiani, sui muri e sui tram della sua Milano, “re Giorgio” ha chiesto ai cittadini, soprattutto i più giovani, di resistere.

Proviamo a chiederci che cosa sia necessario avere, cosa vogliamo davvero essere – ha spiegato durante la cerimonia – per lasciare alle future generazioni un mondo più vivibile. È un compito che ci rimette in gioco, che va nutrito di memoria e di azione. Ora che tutto è virtuale, abbiamo il dovere di coltivare il sentire. Quel sentimento collettivo che ci avvicina e unisce, e che ci rende degni di questo dono unico che abbiamo ricevuto: la vita“.


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