La proposta, condivisa dallo chef Massimo Bottura, punta all’ingresso della cucina italiana nel patrimonio dell’UNESCO. Sfida già vinta?

La cucina italiana è una delle più amate al mondo, se non quella migliore del globo. Apprezzata in ogni angolo del pianeta, ben presto potrebbe diventare patrimonio dell’UNESCO. La proposta, avanzata da La cucina italiana e sostenuta dallo chef Massimo Bottura, punta a far rientrare la nostra tradizione culinaria nel patrimonio dell’UNESCO: “Il mondo glielo deve“.

Cucina italiana patrimonio dell’UNESCO: la proposta sarà accettata?

Le nostre tradizioni culinarie come bene inestimabile da inserire nel patrimonio dell’UNESCO. Questa è la proposta avanzata da La cucina italiana, sostenuta ampiamente dallo chef Massimo Bottura, entusiasta dall’idea che la nostra tradizione italiana possa essere considerata un vero e proprio bene da tutelare.

Massimo Bottura

Come lui stesso ha spiegato, l’idea è arrivata dalla direttrice di La cucina Italiana, Maddalena Fossati Dondero, la quale gli chiese, subito dopo il lockdown, di curare un numero della rivista. L’uomo accettò di buon grado, abbracciando anche una proposta molto interessante: rendere la cucina italiana patrimonio mondiale.

In una intervista rilasciata a Il Resto del Carlino, lo chef, infatti, ha raccontato questo interessante episodio: “A maggio Maddalena Fossati Dondero, direttore de ’La cucina italiana’, mi ha chiesto di curare un numero della rivista. Non era mai successo prima, ma in quel momento si aspettava la riapertura dopo il primo lockdown e c’era una tale energia che ho detto subito sì. In quell’occasione mi disse che avremmo lanciato questa proposta: cucina italiana patrimonio dell’Unesco“.

Il cibo come principale fonte di turismo in Italia

Come spiega lo chef Bottura – nel corso della intervista a Il Resto del Carlino – gli stranieri sono sempre più attratti dall’Italia, non solo per le bellezze culturali e artistiche di cui è portatrice, ma soprattutto per il cibo che è diventato una delle principali attrazioni del Bel Paese.

Il New York Times scrive che il primo motivo per cui gli stranieri vengono in Italia, oggi, è il cibo, non l’arte. È un turismo straordinario, ci sono persone che arrivano qui da ogni parte del mondo per assaggiare i nostri piatti“, spiega lo chef.

Perché la cucina del nostro paese è così apprezzata dagli stranieri? Una domanda a cui lo chef risponde, facendo leva sulla semplicità che caratterizza anche la preparazione dei piatti più squisiti, ma non solo: “Voglio sottolineare, però, un elemento, oltre alla semplicità delle preparazioni: l’umiltà delle radici. Basta pensare ai nostri passatelli o ai grattini: pane grattugiato, uova, brodo. Capisci subito che con niente in mano i contadini, grazie a un’ingenua ingegnosità“.

Pertanto, non resta che star a vedere se la cucina nostrana entrerà a far parte del patrimonio dell’UNESCO, vista la grande importanza che riveste, non solo a livello nazionale, ma – soprattutto – a livello globale.


Giorgio Armani vince il Premio Parete 2020: è l’icona italiana per eccellenza nel mondo

I taxi volanti diventano realtà grazie a una startup italiana