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Energia, 2025 di segno negativo per la crescita delle rinnovabili

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Il 2025 non è stato un anno particolarmente positivo per il settore delle energie rinnovabili. Alla luce dei recenti sviluppi in Medio Oriente, il rallentamento della crescita di un comparto sempre più strategico non rappresenta di certo un segnale incoraggiante. A tal proposito, va anche considerato come l’Italia sia piuttosto sensibile alle evoluzioni dei mercati energetici, in quanto la produzione nazionale di elettricità si basa ancora principalmente sul gas naturale. 

I dati dell’Osservatorio FER Anie: cala il numero dei nuovi impianti

Il 19 marzo scorso l’ANIE (la Federazione Nazionale delle Imprese Elettroniche ed Elettrotecniche) ha diffuso i dati raccolti dall’Osservatorio FER (Fonti Energetiche Rinnovabili). In un comunicato stampa, l’associazione fa il punto sull’andamento del settore delle rinnovabili durante lo scorso anno; “dopo quattro anni di crescita” – si legge – “il 2025 chiude negativamente rispetto al 2024. Le nuove installazioni hanno registrato, infatti, una flessione dell’8,2% con complessivi 6,2 GW installati. Ad incidere maggiormente è la flessione del fotovoltaico, l’unico comparto tecnologico che negli ultimi anni è stato in grado di imprimere un’accelerazione alla transizione energetica”.

L’ANIE evidenzia, inoltre, come le “continue evoluzioni normative” degli ultimi anni sono uno dei fattori che ha più rallentato lo sviluppo di un settore strategico; come spiega anche Andrea Cristini, presidente di ANIE Rinnovabili, “oggi più che mai le fonti rinnovabili rappresentano nell’immediato la soluzione più sostenibile ed efficace per fronteggiare il perdurare degli elevati prezzi dell’energia elettrica”.

L’andamento dei singoli vettori energetici

Dal confronto con i dati relativi al 2024 emerge come lo scorso anno sia il fotovoltaico (-8%) che l’eolico (-8%) abbiano patito un calo significativo; perfino più ampio quello fatto registrare dal segmento idroelettrico (-22%). Negativo anche il trend relativo alle bioenergie; “la nuova potenza installata” – spiega il comunicato ANIE – “nel 2025 è stata di 14 MW (-43% rispetto allo stesso periodo del 2024 e -19% rispetto al trimestre precedente)”. 

L’analisi sul mercato elettrico: prezzi e novità di settore

L’Osservatorio ANIE Rinnovabili ha passato al vaglio anche l’andamento del PUN, l’indice di riferimento per il prezzo dell’energia elettrica sul Mercato del Giorno Prima. Secondo le rilevazioni, si è attestato su un valore medio di 116 €/MWh, facendo così registrare un aumento di oltre 6 punti percentuali rispetto al 2024. In aggiunta, fa sapere l’associazione, “le fonti fossili determinano il prezzo marginale dell’energia elettrica mediamente circa il 70% delle ore dell’anno”. In estrema sintesi, il prezzo dell’energia elettrica in Italia è molto elevato, nonché largamente influenzato dal gas, su cui si basa la maggior parte della produzione nazionale. Da qui l’esigenza strutturale di integrare sempre più stabilmente le rinnovabili all’interno del mix energetico, sia per centrare gli obiettivi di decarbonizzazione sia per calmierare i prezzi a carico di imprese e consumatori.

In attesa di un cambio di passo in questa direzione, sul versante del mercato delle forniture emergono alcune interessanti novità. Gli utenti sono più attenti alla sostenibilità, sia economica che ambientale, e dimostrano una crescente preferenza per proposte commerciali in grado di coniugare stabilità e trasparenza

È questo uno degli obiettivi primari di Reset Energia, un fornitore di energia elettrica green la cui proposta, fortemente innovativa, premia il consumo responsabile incoraggiando un utilizzo ponderato dell’energia.

Forniture green e strumenti digital: la formula di Reset 

Fondata da Anass Tai e Tommaso Calemme, Reset Energia è un’azienda tutta italiana: ha sede a Torino e fa parte di un gruppo industriale più grande, che opera nello stesso settore, con all’attivo oltre 130mila punti di fornitura e più di 5 milioni di bollette emesse nell’arco degli ultimi 11 anni. Reset distribuisce energia elettrica pulita al 100%, certificata mediante il meccanismo di annullamento delle Garanzie d’Origine.

Questa scelta, oltre ad essere in linea con le future prospettive di settore, è anche indice di una spiccata propensione verso la sostenibilità da parte dell’azienda. E non potrebbe essere altrimenti, in considerazione di come è nato il ‘progetto Reset’: l’idea originaria, infatti, si è sviluppata all’interno di una community online formata da utenti che condividono un approccio responsabile all’utilizzo dell’energia, soprattutto in ambito domestico. Il tema rappresenta il trait d’union dei tanti contenuti – svariate centinaia tra reel, video e post – che l’azienda condivide quotidianamente attraverso i propri profili social, diventando rapidamente come il fornitore di energia con più follower in Italia.

Non stupisce, quindi, come Reset faccia leva sul dialogo costante con la propria community, tanto quanto con i singoli clienti, mettendo a disposizione di questi ultimi strumenti e risorse innovativi per la gestione della fornitura e il controllo delle spese. Uno di questi è certamente la web app, accessibile da browser, dotata di funzionalità quali il monitoraggio orario dei consumi, l’elaborazione di previsioni di spesa mensili e notifiche ‘intelligenti’ su come moderare il dispendio di energia così da evitare di pagare più del previsto.

Bollette ‘prevedibili’: come Reset cambia l’approccio

La web app è lo strumento di cui Reset si serve per incentivare concretamente un atteggiamento più responsabile verso l’utilizzo dell’energia: consumare meno significa non solo ridurre l’impatto ambientale delle attività domestiche ma anche rendere la bolletta più ‘prevedibile’, un altro dei cardini del modello commerciale implementato dall’azienda.

Reset, infatti, offre un servizio di fornitura in abbonamento, basato su fasce di consumo predefinite che prevedono una quota di energia garantita (quantificata in kWh), erogata a fronte di un importo di riferimento. Il prezzo iniziale comprende l’IVA, le imposte, gli oneri per il trasporto e la gestione del contatore e gli oneri generali di sistema (ai quali va aggiunto, eventualmente, il canone TV). Ciò non vuol dire che corrisponda sempre, esattamente, alla spesa mensile, a meno che i consumi non coincidano perfettamente con la soglia massima prevista dalla fascia di abbonamento.

Verosimilmente, è più probabile che i consumi si discostino leggermente dal plafond iniziale; se superano la soglia di riferimento, Reset applica alla quota eccedente una tariffazione unitaria a prezzo fisso (il cliente paga per ogni kWh in più una cifra prestabilita, anch’essa comprensiva di oneri, tasse e imposte). Se, invece, l’utente riesce a ottimizzare l’impiego di energia, viene premiato con un credito rivalorizzato, applicato alla bolletta del mese successivo. In tal modo, l’azienda cerca di trasformare il risparmio in un obiettivo concreto, da perseguire attivamente con piccole azioni quotidiane, oppure aderendo ad iniziative quali ‘invita un amico’, che consente di ricevere uno sconto fisso in bolletta per tutto il periodo in cui l’”amico” è un cliente di Reset. In teoria, gli utenti più pervicaci potrebbero persino arrivare ad azzerare la bolletta – al netto del canone TV – invitando un numero sufficiente di amici a sottoscrivere un contratto di fornitura.

Una prova ulteriore di quanto l’approccio di Reset sia lontano da quelli tradizionali ma che, al contempo, ha già riscosso un elevato gradimento da parte degli utenti, come dimostra il punteggio medio delle recensioni pubblicate su piattaforme specializzate quali Trustpilot.

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