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Firenze, treni di nuovo in marcia: riaperta la circolazione nel nodo ferroviario

Treno regionale in transito all’alba vicino a un cantiere ferroviario con gru, cavalcavia e operai in giubbotti arancioni
Un treno regionale riprende la corsa nel nodo ferroviario di Firenze mentre proseguono i lavori nell’area del cavalcaferrovia.

Rete Ferroviaria Italiana ha riattivato alle 4 di venerdì 10 luglio la circolazione ferroviaria nel nodo di Firenze, sulle tratte Firenze Campo di Marte-Firenze Rifredi e Firenze Campo di Marte-Firenze Santa Maria Novella, dopo la conclusione della prima fase dei lavori per la sostituzione del cavalcaferrovia Ponte al Pino, intervento necessario al rinnovo e al potenziamento della sicurezza dell’infrastruttura.

Firenze, treni di nuovo in marcia dopo lo stop per Ponte al Pino

La ripresa della circolazione ferroviaria è arrivata nelle prime ore del mattino, quando il nodo fiorentino ha ricominciato a funzionare secondo il programma ordinario dopo giorni di rimodulazioni, deviazioni e servizi sostitutivi. Il cantiere, gestito da Rfi-Gruppo FS, ha riguardato uno dei punti più delicati della rete urbana, il cavalcaferrovia Ponte al Pino, infrastruttura inserita in un contesto molto trafficato e circondato da abitazioni, strade e assi ferroviari strategici.

Secondo quanto comunicato da Rete Ferroviaria Italiana, la prima finestra di lavori si è chiusa nei tempi previsti. In stazione, già prima dell’alba, il personale ferroviario ha seguito la fase di ritorno alla normalità: annunci, monitor aggiornati, qualche viaggiatore ancora disorientato, poi il flusso consueto dei pendolari verso Santa Maria Novella, Campo di Marte e Rifredi.

Rimosso il vecchio impalcato con una gru da 2.000 tonnellate

Nel corso dell’interruzione è stata completata la rimozione del vecchio impalcato del ponte, sezionato in tre parti e movimentato con una gru da 2.000 tonnellate, tra le più grandi impiegate in Europa per interventi di questo tipo. Un’operazione complessa, spiegano da Rfi, non solo per le dimensioni della struttura, ma anche per lo spazio ridotto in cui le squadre hanno lavorato, a ridosso dei binari e dentro una zona pienamente urbana.

Sono state avviate anche le demolizioni delle spalle esistenti, passaggio preliminare alla realizzazione delle opere che consentiranno la posa del nuovo ponte. «Le attività, eseguite in un contesto fortemente urbanizzato, rappresentano una delle operazioni di ingegneria più complesse sulla rete ferroviaria nazionale», ha spiegato Rfi nella nota diffusa al termine della prima fase. In cantiere hanno operato circa 70 maestranze specializzate, appartenenti a imprese italiane attive nei settori delle costruzioni e del sollevamento eccezionale.

Il lavoro, raccontano fonti tecniche, ha richiesto una sequenza serrata: taglio dell’impalcato, sollevamento dei conci, trasferimento in sicurezza e prime demolizioni delle strutture laterali. Tutto in una finestra temporale limitata. Non un intervento ordinario, dunque, ma una manovra costruita al minuto, con verifiche continue su binari, carichi e interferenze con la viabilità cittadina.

Servizi sostitutivi e itinerari alternativi per limitare i disagi

Durante lo stop, la mobilità ferroviaria nel nodo di Firenze è stata riorganizzata con un piano di esercizio dedicato. I collegamenti, ha precisato Rfi, sono stati garantiti attraverso servizi sostitutivi, itinerari alternativi e un monitoraggio costante della circolazione, così da contenere l’impatto sui passeggeri e sulla rete regionale.

Nelle stazioni interessate è stato attivato anche un piano di assistenza ai viaggiatori, con il personale del Gruppo FS presente per fornire indicazioni su coincidenze, bus e modifiche d’orario. A supporto è intervenuto il sistema di Protezione Civile, coinvolto nelle fasi di maggiore afflusso. «L’obiettivo era accompagnare i viaggiatori, non lasciarli soli davanti ai cambiamenti», ha spiegato una fonte ferroviaria impegnata nel coordinamento operativo.

I disagi, in base alle prime indicazioni, sono stati gestiti attraverso una comunicazione diffusa nelle stazioni e sui canali informativi delle ferrovie. Qualche rallentamento c’è stato, soprattutto nelle fasce più frequentate, ma il piano ha consentito di mantenere attivi i collegamenti principali. E in una città come Firenze, dove il nodo ferroviario serve pendolari, studenti, turisti e traffico a lunga percorrenza, anche poche ore di interruzione pesano.

Seconda fase dal 26 al 30 luglio per la posa del nuovo ponte

La prossima tappa è già fissata: la seconda e conclusiva finestra dei lavori sul cavalcaferrovia Ponte al Pino è programmata dalle 23 di domenica 26 luglio alle 11 di giovedì 30 luglio. In quel periodo sarà posato il nuovo ponte, completando l’intervento di rinnovo dell’infrastruttura e chiudendo il cantiere principale avviato da Rfi.

Anche in quella fase la circolazione ferroviaria sarà rimodulata, con misure che saranno comunicate ai viaggiatori attraverso i canali ufficiali del Gruppo FS. L’intervento, nelle intenzioni della società, punta a rafforzare la sicurezza e l’affidabilità di un tratto centrale per i collegamenti dell’area fiorentina. Solo allora, con la nuova struttura al suo posto, il nodo potrà tornare alla piena gestione ordinaria senza le limitazioni legate al cantiere.

Per Firenze si tratta di un passaggio tecnico ma anche urbano, perché il ponte si trova in un punto in cui ferrovia e città si incrociano da decenni. La sostituzione non riguarda soltanto i binari: incide sulla tenuta complessiva della rete, sulla sicurezza delle opere e sulla continuità dei collegamenti. Una fase è chiusa. La più visibile, quella della posa, deve ancora arrivare.

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