In Italia esistono luoghi in cui la longevità non è un’eccezione, ma una caratteristica radicata nel territorio e nello stile di vita delle comunità.
Dalle montagne della Sardegna alle valli dell’Appennino, passando per piccoli borghi del Sud, non mancano esempi di centenari che sfidano il tempo. Ma c’è un caso particolare, nel cuore della Campania, dove i compleanni a tre cifre sono così frequenti da diventare eventi collettivi. È Cerreto Sannita, un comune di poco più di 3.500 abitanti nella provincia di Benevento, una delle più appartate e meno raccontate d’Italia.
Cerreto Sannita, il Comune che ha scoperto l’elisir di lunga vita
In questi giorni, Cerreto Sannita sta vivendo un momento speciale. Due sue abitanti, entrambe nate nel 1925, hanno raggiunto il traguardo dei cento anni. La signora Carmina ha spento le sue cento candeline poche settimane fa, circondata dall’affetto di figli, nipoti e dell’intera comunità. Un traguardo che arriva a poche settimane di distanza da quello di Mariagrazia, che ha festeggiato anch’ella il secolo di vita.
Le due donne non provengono dal centro cittadino, ma dalla suggestiva contrada Sant’Anna, un piccolo angolo di campagna immerso nel verde dei boschi del Matese. Qui la natura detta ancora i ritmi quotidiani, l’aria è pulita e la vita scorre lenta, scandita da un senso di comunità che altrove sembra essersi dissolto. Mariagrazia è nata proprio in questa contrada, mentre Carmina vi ha trascorso quasi tutta la sua esistenza. Entrambe sono cresciute in un ambiente dove la semplicità non è una rinuncia, ma una ricchezza.
Cerreto Sannita non è nuovo a storie di longevità straordinaria. Fino a pochi mesi fa, il paese ospitava Pietro, scomparso nel 2025 all’età di 108 anni e 105 giorni. Era tra gli uomini più anziani d’Europa, un simbolo vivente della vitalità di questo territorio. La sua lunga vita, come quella delle due signore di Sant’Anna, è spesso citata dagli abitanti come prova di un equilibrio perfetto tra ambiente, alimentazione e relazioni sociali.
Il “mistero” della longevità cerretese, in realtà, non è affatto misterioso. Gli abitanti parlano di uno stile di vita slow, lontano dalla frenesia dei grandi centri urbani. Qui il cibo è ancora quello della tradizione: prodotti locali, olio del Sannio, verdure dell’orto, pane fatto in casa. La socialità non è un concetto astratto, ma una pratica quotidiana. Le famiglie sono presenti, i vicini si conoscono, le relazioni sono autentiche.

A tutto questo si aggiunge un ambiente naturale incontaminato. Cerreto Sannita si trova ai margini del Parco Nazionale del Matese, un territorio ricco di boschi, sorgenti e aria pulita. Camminare, lavorare all’aperto, vivere in spazi non congestionati: sono elementi che, secondo molti studiosi, contribuiscono in modo significativo al benessere psicofisico.
Oltre alla longevità dei suoi abitanti, Cerreto Sannita è un piccolo gioiello culturale. Conosciuta come “Città della Ceramica”, vanta una tradizione faenzara secolare e ospita uno dei musei civici dedicati più grandi d’Europa. La sua storia è segnata dal terremoto del 1688, che distrusse completamente il paese. La ricostruzione seguì criteri urbanistici innovativi per l’epoca, con un impianto antisismico che ancora oggi rappresenta un esempio di architettura razionale del Settecento.
La contrada Sant’Anna, da cui provengono Carmina e Mariagrazia, è un altro piccolo tesoro. Qui gli oliveti del Sannio si estendono a perdita d’occhio, abbracciando una chiesetta di campagna che sembra uscita da un’altra epoca. Vivere cent’anni in un luogo così significa trascorrere la propria vita in un equilibrio raro, fatto di natura, silenzio e legami profondi.
A Cerreto Sannita, la longevità non è solo un dato anagrafico: è il riflesso di un modo di vivere. Un ritmo lento, un territorio generoso, una comunità che non lascia indietro nessuno. Forse è questo il vero segreto dei suoi centenari: la possibilità di vivere una vita piena, in un angolo d’Italia dove il tempo sembra avere un passo diverso.