Le bici abbandonate trovano nuova vita grazie alle associazioni che stanno nascendo in tutta Italia: ecco tutti i progetti da imitare.

Camminando in ogni città italiana capita di vedere vecchie bici abbandonate ad un palo, una panchina o semplicemente buttate a terra. Spesso vengono rubate, utilizzate per spostarsi e poi gettate come se fossero spazzatura. In altri casi, invece, sono i proprietari se ne disfano non rispettando le principali norme di educazione ambientale.

È proprio questo degrado, se così vogliamo chiamarlo, ad aver fatto sì che nascessero associazioni che si occupano di dare una seconda vita alle bici abbandonate. Un’iniziativa ottima, che dovrebbe essere sposata da tutti i comuni dello Stivale.

Bici abbandonate: le iniziative di recupero

Negli ultimi tempi in Italia sono nate tante associazioni che hanno lo scopo di raccogliere tutti i mezzi a due ruote che vengono abbandonati nelle nostre splendide città. Soprattutto nelle metropoli, le bici lasciate a marcire sono tantissime: a Roma, ad esempio, si stima che ce ne siano oltre 1000.

bicicletta vandalizzata
bicicletta vandalizzata

Situazione pressoché identica a Milano, dove, fortunatamente, c’è un’applicazione che cerca di arginare questo fenomeno di abbandono. Si chiama PULIamo (disponibile per Android e iOs) e consente ai cittadini di segnalare al Comune i mezzi fermi da mesi e richiederne la rimozione. In questo caso, però, si parla di ‘banale’ smaltimento dei ‘rifiuti’. Le associazioni di cui parleremo, invece, puntano a ben altro: recuperare e dare nuova vita alle bici. Mentre smaltire un rifiuto, in questo caso una bici, significa decretarne la sua ‘morte’, il recupero e l’eventuale adozione hanno ‘regole’ diverse.

Angeli dei Navigli

Quello di Simone Longhi è un nome che, ai più, può risultare sconosciuto, eppure qualche mese fa si è fatto un gran parlare di lui. Soprannominato l’angelo dei Navigli, è colui che, in quattro anni, è riuscito a recuperare oltre 600 biciclette dai famosi canali milanesi. Simone e l’Associazione Angeli dei Navigli però, non sono gli unici ad occuparsi di servizi di questo genere.

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Posted by Angeli dei Navigli on Sunday, June 14, 2020

Polibikes

A Milano gli studenti del Politecnico hanno dato vita a Polibikes. Si tratta di un progetto che prevede la riparazione delle biciclette abbandonate, consegnate ai ragazzi da parte dell’Amsa (Azienda Milanese Servizi Ambientale), oppure donate dai cittadini. Gli studenti le riparano per poi fornire servizio di bike sharing a colleghi e professori.

Ciclonauti

A Roma, invece, nel 2007 sono nati i Ciclonauti. Chiunque può farne parte e riparare la sua bici o quelle che vengono consegnate all’associazione. Così come avviene nella città meneghina, anche nella Capitale i volontari hanno un accordo con l’Ama, che consente loro il recupero ‘cittadino’ dei mezzi a due ruote. Quanti si rivolgono ai Ciclonauti possono anche scegliere di adottare una bici, in cambio di un aiuto nella ciclofficina.

Biciclabile

La nascita di associazioni volte al recupero delle bici sta prendendo piede sempre di più, tanto che in alcune città vengono ‘utilizzate’ per il reinserimento sociale di persone in difficoltà. A Torino, ad esempio, c’è il progetto Bicilabile, che vede scendere in campo i diversamente abili. Con l’aiuto dei volontari danno nuova vita ai mezzi e poi li donano a quanti ne hanno bisogno, oppure le vendono per autofinanziare la loro attività.

Milleunabici

Infine, a Firenze c’è il progetto Milleunabici, dove sono i detenuti del carcere di Sollicciano, in collaborazione con la cooperativa Ulisse, a occuparsi del recupero delle biciclette.

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Posted by Caritas Livorno on Thursday, July 16, 2020

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