Coldiretti e gli europarlamentari italiani riescono a scongiurare la follia salutista della Commissione: sarà demonizzato l’abuso di alcol ma non il consumo.

Salta l’allarmismo salutista della Commissione europea che avrebbe demonizzato il consumo del vino italiano. È stata scongiurata l’equiparazione tra bevande alcoliche e sigarette pensata da Strasburgo per rafforzare la lotta ai tumori. Le etichette anticancro non saranno quindi applicate a vini e birre, come inizialmente previsto all’interno del Beca, il piano europeo per la salute. Cancellati anche l’aumento della tassazione e l’esclusione dalle politiche promozionali dell’Ue.

Etichette anticancro sul vino: arriva lo stop

In Italia il settore del vino vale 12 miliardi di fatturato (dei quali 7,1 miliardi di export) e offre lavoro a 1,3 milioni di persone. La proposta della Commissione di etichettatura anticancro su vino e birra è stata evitata grazie ad una lettera aperta inviata da Coldiretti agli europarlamentari italiani, al ministro dell’agricoltura Stefano Patuanelli, al commissario europeo per gli affari economici Paolo Gentiloni e al commissario all’agricoltura Janusz Wojciechowski.

Dal testo approvato dalla Commissione è stato eliminato il riferimento ad avvertenze sanitarie in etichetta. Viene specificato che “c’è differenza tra consumo nocivo e moderato di bevande alcoliche e non è il consumo in sé a costituire fattore di rischio per il cancro”. Si introduce infine l’invito a migliorare l’etichettatura con l’inclusione di informazioni sul consumo moderato e responsabile di alcolici.

Una donna acquista una bottiglia di vino rosso al supermercato
Sulle etichette del vino non ci sarà l’indicazione di bevanda dannosa per la salute

Soltanto in due parti del testo è stato aggiunto il termine “nocivo” in riferimento al consumo di alcol. La Commissione ha inoltre approvato una formulazione meno rigida del divieto di sponsorizzazione degli eventi sportivi da parte di aziende del settore.

L’Italia è il primo produttore ed esportatore mondiale di vino e la Coldiretti esulta per il pericolo scampato. “Il giusto impegno dell’Unione europea per tutelare la salute dei cittadini – fanno sapere dall’associazione del comparto agro – alimentare – non può tradursi in decisioni semplicistiche che rischiano di criminalizzare ingiustamente singoli prodotti indipendentemente dalle quantità consumate”.

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L’equilibrio nutrizionale va ricercato tra i diversi cibi consumati nella dieta giornaliera – conclude la Coldiretti nella sua notae non certo condannando lo specifico prodotto. Si tratta peraltro di un orientamento incoerente con il sostegno accordato dal provvedimento alla dieta mediterranea, considerata un modello alimentare sano e benefico per la prevenzione di molte malattie, tra cui il cancro, ma che si fonda anche sul consumo equilibrato di tutti gli alimenti a partire dal bicchiere di vino ai pasti”. Gli emendamenti sono stati presentati dagli eurodeputati Herbert Dorfmann della Südtiroler Volkspartei e Paolo de Castro del Pd.

C’è una grande differenza fra uso e abuso – spiega Dorfmann –. Nei nostri emendamenti abbiamo specificato che l’alcol può rappresentare un problema per la salute, ma non in caso di consumo moderato. L’etichettatura deve limitarsi alle informazioni importanti, come il fatto che una donna in gravidanza non dovrebbe consumare bevande alcoliche o che non bisogna bere se si deve guidare. Non vogliamo però che le etichette diventino fuorvianti”.

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ultimo aggiornamento: 25-02-2022


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