Le microplastiche sono altamente inquinanti: per tutelare il mare, gli scienziati hanno inventato un pesce robot capace di raccoglierle, nuotando rapidamente.

Le microplastiche si trovano quasi ovunque sulla Terra e possono essere dannose per gli animali se ingerite. È difficile rimuovere particelle così minuscole dall’ambiente, soprattutto una volta che si depositano in angoli e fessure sul fondo dei corsi d’acqua. I ricercatori, però, hanno creato un robot pesce – attivato dalla luce – che “nuota” rapidamente, raccogliendo e rimuovendo le microplastiche dall’ambiente.

Pesce robot per rimuovere le microplastiche dal mare

Le microplastiche, come probabilmente avrete sentito, sono un flagello. Sono nei nostri laghi, fiumi, mari e oceani. Nella nostra sporcizia, nei vestiti, nello shampoo e persino nel nostro sangue. Gli scienziati, per far fronte a questa situazione, hanno progettato un minuscolo pesciolino robot che potrebbe fare la differenza.

Microplastiche
Microplastiche

Le microplastiche sono frammenti di plastica di dimensioni micro che si sono staccati da pezzi più grandi nel corso del tempo. Poiché la plastica è così onnipresente nella nostra vita quotidiana, esse sono diventate un vero problema. Sono state definite “uno dei più grandi problemi ambientali del 21° secolo” e fino ad ora si sono rivelati quasi impossibili da eliminare.

Come funziona il pesce robot

Il pesce robot, lungo 13 millimetri, ha un sistema di luci laser nella coda. Nuota all’incirca alla stessa velocità della deriva della categoria plancton, ossia circa 30 mm al secondo. È realizzato con un materiale che un gruppo di ricercatori ha modellato sulla madreperla. Hanno stratificato una pila di microscopici fogli di molecole uno sopra l’altro per realizzarlo.

Il materiale rende il piccolo robot flessibile ed elastico, ma anche incredibilmente resistente, almeno per quanto è grande. Ed ecco la parte incredibile: può assorbire microplastiche fluttuanti. Le microplastiche, che intrinsecamente sono piene di coloranti e vari metalli pesanti, sono attratte dalla materia di cui è fatto il pesce-robot. Si aggrappano alla sua superficie, in modo simile a come l’elettricità statica fa aderire i vestiti.

È di grande importanza sviluppare un robot per raccogliere e campionare accuratamente gli inquinanti microplastici dannosi dall’ambiente acquatico“, ha affermato Yuyan Wang, ricercatore presso il Polymer Research Institute dell’Università di Sichuan. “Dopo aver raccolto microplastiche dall’acqua, i ricercatori possono analizzare ulteriormente la composizione e la tossicità fisiologica delle microplastiche“, aggiunge Wang.

La capacità auto-riparativa del pesce robot

Il materiale di cui è fatto il pesce può ripararsi autonomamente se viene danneggiato. “Il pesce robot può ripararsi da solo all’89% delle sue capacità e continuare ad assorbire, anche nel caso in cui subisca danni o tagli, cosa che potrebbe accadere spesso se va a caccia di sostanze inquinanti in acque agitate“, ha spiegato Sofia Quaglia, scrittrice di The Guardian.

Wang, tuttavia, ha sottolineato che il robo-fish non è ancora pronto per un rilascio su ampia scala, in quanto è ancora in fase di test. In questo momento, il pesce funziona solo sulla superficie dell’acqua: il suo team sta continuando a lavorarci con l’intenzione di realizzarne uno in grado di nuotare e raccogliere plastica più in profondità, sfruttando al meglio le nanotecnologie.

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ultimo aggiornamento: 24-08-2022


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