Il Petrus 2000 fa parte di un lotto di 12 bottiglie inviate dalla start-up Space Cargo Unlimited alla Stazione Spaziale Internazionale.

È rimasta in orbita per quattordici mesi una bottiglia di vino del 2000 di Petrus che ha viaggiato nello spazio e che ora vale un occhio della testa. La costosa bottiglia sarà messa in vendita da Christie’s, che stima il suo prezzo intorno a 1 milione di dollari (830.000 euro), il che la renderebbe, se raggiungesse questa cifra, l’esemplare più costoso del mondo. La bottiglia fa parte di un lotto di 12 bottiglie inviate alla Stazione Spaziale Internazionale (ISS) nel novembre 2019, su iniziativa della start-up europea Space Cargo Unlimited (SCU). Dopo quattordici mesi di maturazione in orbita, le preziose bottiglie sono tornate sul suolo terrestre lo scorso gennaio.

La bottiglia di Petrus 2000 sarà battuta all’asta per 1 milione di dollari?

È una vendita che potrebbe battere tutti i record. La famosa casa d’aste ne stima il prezzo intorno al milione di dollari: se la bottiglia raggiungesse o addirittura si avvicinasse a questa cifra sbalorditiva, stabilirà un nuovo record per le vendite certificate di vino.

Ricordiamo che una bottiglia, della capacità standard di 75 cl, nell’ottobre 2018 – durante una vendita da Sotheby’s a New York – è stata venduta per 558 mila dollari: si trattava del Romanée-Conti (Bourgogne) vintage 1945.

Navicella spaziale - Fonte foto: https://pixabay.com/it/illustrations/luna-satellitare-capsula-spaziale-1372866/
Fonte foto: https://pixabay.com/it/illustrations/luna-satellitare-capsula-spaziale-1372866/

La bottiglia di Petrus in questione fa parte di un lotto di dodici bottiglie inviate alla Stazione Spaziale Internazionale (ISS) nel novembre 2019, per volontà della start-up europea Space Cargo Unlimited (SCU). Dopo 14 mesi in orbita, con conseguente maturazione nello spazio del prodotto, sono stati effettuati degli studi dall’Istituto di scienze della vite e del vino (ISVV) dell’Università di Bordeaux, nei quali i ricercatori hanno dimostrato che il Petrus era ancora “un vino di grande qualità” dopo la sua permanenza nello spazio.

Differenze tra il vino maturato sulla Terra e quello in orbita tra le stelle

I test condotti da allora dall’Istituto di scienze della vite e del vino (ISVV) dell’Università di Bordeaux hanno dimostrato, dunque, che il vino orbitato nello spazio conservava tutte le sue caratteristiche originarie. Al termine di una degustazione alla cieca si sono – tuttavia – notate differenze tra la versione “celeste” e quella rimasta sulla Terra, principalmente nel colore, ma anche, a volte, nelle sfumature degli odori e del gusto.

Tra gli esperti, c’era Jane Anson della rivista di vini Decanter. Ha notato una sottile ma netta differenza tra i due vini. “Sulla base della precedente esperienza con questo vino, questa particolare bottiglia sembra più evoluta di quanto mi aspetterei da una bottiglia di Petrus 2000 di 21 anni“, ha detto alla rivista. “È bello e ricco di sfumature, con tannini fini ed energia sensoriale“, ha aggiunto. Come parte di questa transazione, Christie’s ha dichiarato che renderà disponibile una bottiglia non aperta del lotto invecchiato per l’acquisto immediato come parte delle sue vendite private: una bottiglia di Petrus 2000 originale maturato sulla Terra, un decanter di vino, un set di bicchieri e un cavatappi ricavato da un meteorite.

Il post di Christie’s su Instagram:

Questa bottiglia di Petrus 2000 segna un passo importante in un ulteriore sviluppo e una migliore comprensione della maturazione del vino“, ha detto Tim Triptree, direttore internazionale del dipartimento vini e liquori di Christie’s, secondo quanto si può leggere dal comunicato stampa diramato dalla società. Una classica bottiglia di Petrus 2000, legata a quella che è stata considerata una grande annata, viene oggi venduta a circa 4.500 euro (circa 5.400 dollari). Il ricavato della vendita andrà a finanziare la ricerca agricola e futuri voli spaziali.


Il Teatro alla Scala riapre dopo il lockdown con due concerti speciali

Al Circeo rinvenuti straordinari reperti di uomini di Neanderthal