MAPP è il primo esperimento in Europa per monitorare la plastica in acqua. Verrà fatto nel Po, ma potrà essere replicato ovunque.

Un esperimento che potrà davvero fare la differenza: si chiama MAPP, ovvero Monitoraggio Applicato alle Plastiche del Po. Il progetto intende scoprire quanta plastica galleggiante è presente nel fiume e individuare dove e perché è stata immessa in acqua.

MAPP: il progetto per monitorare la plastica del Po

Il Monitoraggio Applicato alle Plastiche del Po (MAPP) è nato dalla collaborazione tra l’Autorità di Bacino Distrettuale del Fiume Po (parte del Ministero della Transizione Ecologica), la Fondazione Sviluppo Sostenibile e il patrocinio della Regione Piemonte. Il progetto ha preso il via lo scorso 4 giugno e andrà avanti per massimo 15 mesi. Nell’arco di questo tempo, si riuscirà ad avere finalmente dei dati, ad oggi mancanti, e a capire la provenienza delle plastiche galleggianti delle acque del Po.

Torino, fiume Po
Torino, fiume Po

Lo scopo del MAPP è “capire quanta plastica c’è, di quale tipo sia e quale comportamento abbia in acqua al variare della portata del fiume“. Tutti i frammenti di plastica superiori a 2,5 centimetri verranno intercettati e analizzati in tre modi diversi:

  • protocollo di osservazione dei rifiuti del Centro Comune di Ricerca (JRC). Quest’ultimo è il servizio scientifico dell’Unione Europea e catalogherà i rifiuti presenti nell’acqua, stabilendo quanti sono e di che tipo. Cinque stazioni di osservazione, situate da monte a valle del Po, fino alla foce;
  • segnalatore GPS istallato all’interno di alcuni vasetti di plastica messi nell’acqua a Chivasso, in modo da conoscere in tempo reale i loro spostamenti;
  • sistema di monitoraggio da satellite, svolto dall’Università di Padova grazie alle immagini dei satelliti dell’Agenzia Spaziale Europea. Questo consentirà di individuare elevate concentrazioni di plastica o sversamenti illegali.

MAPP combatte la plastica: dalle acque del Po può arrivare ovunque

Il MAPP è il primo esperimento europeo per la tracciabilità della plastica galleggiante e può essere replicato ovunque. Oltre ad apportare vantaggi concreti all’ambiente, l’iniziativa aggiorna la banca dati dei fiumi europei.

I nostri obiettivi sono due. Il primo è sensibilizzare la comunità all’educazione e al senso civico. Il secondo obiettivo è quello di conoscere meglio la provenienza dell’inquinante per mettere in campo le azioni di contrasto. […] Dal progetto, quindi, ci aspettiamo di capire che tipo di micro o macro-plastica troviamo nell’acqua, quale sia la fonte e, con il tracciamento, il percorso compiuto dalla plastica per intercettarla il prima possibile“, ha dichiarato Meuccio Berselli, segretario generale dell’Autorità di Bacino del Po, intervistato da Buonenotizie.it.

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ultimo aggiornamento: 06-07-2021


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