Un documento inedito ricostruisce la cronistoria della scalata di John Elkann alla vetta dell’impero industriale di famiglia, da Giovanni Agnelli B.V. a Dicembre.

Tradizione di famiglia, marchi iconici e successo sul mercato: sono le caratteristiche di John Elkann, presidente e amministratore delegato di Exor, Stellantis, Ferrari, Juventus, Giovanni Agnelli B.V., GEDI Gruppo Editoriale, PartnerRe e CNH Industrial. Il Sole 24 Ore ricostruisce con un documento inedito la cronistoria della scalata del 26esimo uomo più ricco di d’Italia alla vetta del gruppo industriale costruito dal nonno Gianni Agnelli.

L’ascesa di John Elkann a capo di Giovanni Agnelli BV

Fresco di nomina a Cavaliere del Lavoro 2021 e della prestigiosa partnership con Louboutin, John Elkann ha legato le sue fortune a Giovanni Agnelli B.V., la società fondata dall’avvocato nel 1984. Attualmente l’azionariato della Srl è ripartito così:

  • Dicembre (John, Lapo e Ginevra Elkann): 38%
  • Ramo Umberto Agnelli (Andrea e Anna Agnelli): 11,85%
  • Ramo Maria Sole Agnelli: 11,63%
  • Ramo Giovanni Nasi: 8,79%
  • Ramo Laura Nasi-Camerana: 6,26%
  • Ramo Susanna Agnelli: 5,11%
  • Ramo Cristiana Agnelli: 5,05%
  • Ramo Clara Nasi-Ferrero di Ventimiglia: 3,53%
  • Ramo Emanuela Nasi: 2,58%
  • Ramo Clara Agnelli: 0,27%
  • Azioni proprie: 6,93%

L’elemento chiave è quindi Dicembre, che fa capo agli eredi di Gianni Agnelli. Quando sono scomparsi tutti i membri fondatori (Gianni e Umberto Agnelli, Marella Caracciolo, Gianluigi Gabetti e Cesare Romiti), John Elkann è passato al comando.

John Elkann
John Elkann

Il capitale sociale di Dicembre è pari a 103 milioni di euro, diviso in questo modo:

  • 61,8 milioni (60%) in capo a John Elkann;
  • 20,6 milioni (20%) in capo a Lapo Elkann;
  • 20,6 milioni (20%) in capo a Ginevra Elkann.

Il dossier del Sole 24 Ore specifica le tappe della scalata di Elkann. Tutto comincia nel 1996, quando l’avvocato Agnelli trasferisce la nuda proprietà del 24,87% della Dicembre al nipote. Nel 2003, con la morte di Agnelli, subentra la successione vera e propria. Il pacchetto del 25,37% viene diviso perfettamente tra i tre soci: John, Margherita Agnelli (la figlia di Gianni) e Marella Caracciolo hanno il 33,3% ciascuno.

Come Gianni Agnelli ha designato John Elkann suo successore

Caracciolo, la moglie dell’avvocato, conferma la volontà del marito e cede il 25,4% a John, che sale al 58,7% di quota societaria. Il 5 aprile del 2004 esce di scena Margherita Agnelli. Il 19 maggio dello stesso anno Marella vende la nuda proprietà dell’1,3% a John, permettendogli di salire al 60%, e fa entrare tra i soci i nipoti Lapo e Ginevra affidando a ciascuno dei due il 20%.

Si consuma così la saga di John Elkann. Il presidente di Exor si assicura il controllo sul gruppo anche per il futuro. L’articolo 9 dello statuto della Dicembre prevede che “i poteri di ordinaria e straordinaria amministrazione spettano, senza eccezione alcuna, singolarmente al socio John Philip Elkann”.

L’articolo 7 determina la successione in seno alla famiglia perché “nel caso di morte di uno dei soci, gli eredi, se discendenti consanguinei del socio defunto o se già soci, ascendenti o fratelli del socio defunto, subentreranno di diritto nella proprietà della quota a condizione, se non già soci, che acconsentano”.

Riproduzione riservata © 2021 - LEO

ultimo aggiornamento: 07-07-2021


MAPP: il primo progetto europeo per monitorare la plastica galleggiante del Po

Il Four Seasons alla conquista dell’Italia: “Stiamo cercando occasioni”