La ministra per le Pari opportunità e la Famiglia, Eugenia Roccella, ha ringraziato oggi su Facebook le persone che le hanno espresso vicinanza dopo la scomparsa del marito, Luigi Cavallari, disperso dal 27 giugno nelle acque del lago di Vico, in provincia di Viterbo, dopo essersi tuffato da una barca durante una giornata sul lago.
Eugenia Roccella: “Un momento tragico e lacerante”
“Sto cercando di rispondere personalmente a ciascuno, e so che comprenderete se ci metto un po’”. Comincia così il messaggio pubblicato da Eugenia Roccella sulla sua pagina Facebook, a distanza di giorni dalla scomparsa del marito Luigi Cavallari, 84 anni. Parole brevi, misurate, ma segnate dal dolore.
La ministra ha voluto ringraziare “tutti coloro che in vario modo in questi giorni difficili” le hanno fatto arrivare la propria vicinanza. “Un’ondata di affetto che, in un momento per me così tragico e lacerante, mi commuove e mi aiuta ad andare avanti. Grazie”, ha scritto. Una frase semplice, affidata ai social, mentre le ricerche nel lago di Vico proseguono senza esito.
Il messaggio è stato accolto da numerosi commenti di solidarietà, anche da esponenti politici di diversi schieramenti. In queste ore, però, l’attenzione resta concentrata soprattutto sulle operazioni in acqua, rese complesse dalle condizioni del bacino e dalla conformazione del fondale.
La scomparsa di Luigi Cavallari nel lago di Vico
Secondo le prime ricostruzioni, Luigi Cavallari è scomparso il 27 giugno dopo essersi tuffato dalla barca su cui si trovava insieme alla moglie, davanti alle rive del lago di Vico, nel territorio della provincia di Viterbo. Da quel momento non è più riemerso. L’allarme è scattato subito, con l’intervento dei soccorritori e l’avvio delle ricerche.
Il lago, di origine vulcanica, presenta fondali complessi e una vegetazione subacquea molto fitta. A circa quattro metri di profondità, secondo quanto emerso durante le operazioni, la visibilità è quasi nulla. Un elemento che ha rallentato il lavoro dei sommozzatori, costretti a muoversi in condizioni difficili, spesso procedendo per tentativi e rilievi strumentali.
A complicare il quadro ci sono anche le temperature dell’acqua, molto basse già a pochi metri dalla superficie. Per chi lavora sott’acqua, significa tempi ridotti, maggiore fatica e margini di intervento più stretti. Non una ricerca ordinaria, insomma. E con il passare dei giorni, ogni dettaglio raccolto dagli strumenti diventa decisivo.
Il drone marino e le difficoltà delle ricerche
Il 2 luglio nelle operazioni è stato impiegato anche un drone marino sperimentale, utilizzato per esplorare le zone più complesse del lago e superare, almeno in parte, i limiti imposti dalla scarsa visibilità. Il mezzo, secondo quanto riferito nelle ore successive, non ha però permesso di individuare il corpo di Cavallari.
Nei giorni precedenti erano già stati utilizzati diversi rover subacquei, strumenti in grado di raccogliere immagini e dati dai fondali. Le informazioni acquisite sono state poi analizzate dagli operatori per restringere l’area delle ricerche. Solo allora gli interventi si sono concentrati su alcuni punti ritenuti compatibili con la possibile presenza del corpo.
Il lavoro resta lento. Ogni passaggio richiede verifiche, confronti tra immagini, immersioni mirate. Le squadre impegnate sul posto devono fare i conti con la vegetazione, con la fanghiglia e con una conformazione del fondale che non consente una perlustrazione lineare. In superficie, intanto, il lago appare calmo. Sotto, però, lo scenario è diverso.
Controllati depuratori ed estuario di un corso d’acqua
Nelle ultime fasi delle ricerche sul lago di Vico, gli operatori hanno esplorato anche gli accessi ai depuratori del servizio idrico e l’estuario di un piccolo corso d’acqua che si immette nel bacino. L’obiettivo è verificare eventuali tracce o spostamenti compatibili con le correnti interne e con la morfologia dell’area.
Si tratta di controlli mirati, effettuati dopo l’esame dei dati raccolti dai mezzi subacquei. Alcuni punti, secondo la mappatura strumentale, potrebbero nascondere elementi utili alle indagini. Nessuna conferma, al momento. Le autorità mantengono prudenza, anche perché le condizioni ambientali non permettono valutazioni rapide.
Per Eugenia Roccella, questi sono giorni sospesi tra attesa e dolore privato, vissuto però sotto gli occhi dell’opinione pubblica per il ruolo istituzionale che ricopre. Il suo messaggio su Facebook ha restituito, senza formule di circostanza, il peso di questa attesa: la gratitudine per chi le è vicino e, insieme, la fatica di andare avanti mentre il lago continua a essere perlustrato.








