Le imprese del settore food and beverage che adottano processi produttivi green cresceranno del 6%: lo rivela una ricerca del Food Industry Monitor.

L’Italia del cibo sano sorride: la produzione di alimenti e bevande crescerà del 6% ogni anno grazie alla sostenibilità ambientale e all’innovazione. Lo rivela una ricerca del Food Industry Monitor dell’Università delle Scienze gastronomiche di Pollenzo. L’osservatorio sul settore food and beverage italiano ha realizzato quest’analisi in collaborazione con Ceresio Investor. Lo studio dimostra che le aziende dell’alimentare che hanno adottato modalità e processi produttivi verdi hanno visto aumentare i ricavi di oltre il 4,8% negli ultimi anni.

La sostenibilità spinge il settore food and beverage: lo studio

I numeri del Food Industry Monitor sono presentati in una relazione intitolata “La sfida della crescita sostenibile per l’industria del food”. L’analisi delle performance delle 857 imprese (pari ad un fatturato aggregato di 66 miliardi di euro) rivela che l’81% del campione ha già formalizzato una strategia di sostenibilità. Il 54,7% è intervenuto sul packaging, il 43,3% sceglie i propri fornitori in base alle politiche green che adottano.

L’80% delle aziende intervistate si ritiene pienamente sostenibile, mentre il 93% ha incrementato gli investimenti in sostenibilità negli ultimi cinque anni. Nonostante l’impatto di queste scelte sui costi aziendali sia elevato nel 63,3% dei casi, il 74% dei rispondenti ritiene che la comunicazione esterna sui temi di sostenibilità ha contribuito positivamente a contribuire sulle vendite.

Un tagliere con cibo italiano
Il settore food and beverage italiano è sempre più sostenibile

La seconda metà del 2021 e il 2022 saranno anni di ripresa e crescita intensa, con un segnale positivo previsto di poco inferiore al 6% annuo (Ros 6,8%) e un tasso superiore alla previsione di crescita del Pil italiano, pari al 4,5/5%. L’export, in particolare del vino, farà segnare il +3% medio. Vino, farine e caffè sono pure i tre comparti con previsioni di crescita sopra la media.

Le aziende che non si pongono in una logica sistemica di sostenibilità vedranno diminuire i ricavi e rischiano indicatori futuri con livelli ancora più bassi. Queste performance negative sono favorite dal greenwashing, ovvero la pratica di convincere i consumatori di essere attenti alla sostenibilità ma fare il contrario nei fatti. I sette peccati di greenwashing sono il compromesso nascosto, l’assenza di prove, la vaghezza, l’etichetta ingannevole, l’irrilevanza, il minore di due mali e la menzogna.

Il greenwashing penalizza il settore food and beverage in Italia

La forchetta tra aziende sostenibili e quelle che perdono credibilità con il greenwashing è destinata a crescere nel dopo pandemia. “Abbiamo rilevato che negli ultimi cinque anni l’incremento medio d’investimento in sostenibilità fatto dalle aziende del food è stato di circa il 40% – spiega al Sole 24 Ore il professor Carmine Garzia, docente Unisg e responsabile scientifico dell’Osservatorio – e ben l’80% delle realtà intervistate ha intenzione di incrementare gli sforzi in questo senso nei prossimi anni”.

Non è tuttavia sufficiente svolgere attività riconducibili genericamente all’ambito green – aggiunge Garzia –, occorre una chiara strategia formalizzata, con obiettivi, misure e risorse, bisogna fare innovazione di processo e di prodotto: i dati evidenziano come solo chi implementa questo modello ha performance di crescita sopra la media”.

ultimo aggiornamento: 23-07-2021


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