Uffici a bordo di una nave da crociera: questa è la trovata dell’azienda Paeda & Associati per offrire il miglior smart working possibile ai propri dipendenti.

La Paeda & Associati è una piccola società di consulenza e organizzazione di eventi nata nella città di Milano. All’inizio di febbraio l’azienda ha aperto il proprio terzo ufficio, oltre ai due già esistenti di Catania e Milano. La nuova sede, pensata in realtà come un temporary office, si trova a bordo di una nave da crociera. La nave si chiama la Grandiosa e appartiene alla flotta della compagnia di navigazione MSC Crociere.

Quello di Paeda & Associati per adesso è soltanto un esperimento, che ha la durata di un mese e terminerà all’inizio di marzo 2021. L’idea di offrire ai propri dipendenti un ufficio galleggiante nasce innanzitutto dall’ambizione di riscrivere le regole dello smart working. Il lavoro, quando è pensato nella prospettiva delle esigenze dei dipendenti, può in certi casi davvero diventare fair working.

Smart working in nave: come funziona?

La Grandiosa è l’unica nave MSC a percorrere la tratta Genova-Napoli-Palermo-La Valletta, attraversando l’Italia da Nord a Sud, e arrivando a toccare anche lo stato di Malta. Il fondatore di Paeda & Associati, Davide Lenarduzzi, ha voluto che proprio a bordo della Grandiosa sorgesse il nuovo quartier generale della sua impresa.

All’inizio di ogni giornata lavorativa Davide Lenarduzzi e i suoi quattro collaboratori si danno appuntamento al ponte numero cinque, dove si trova lo spazio di Paeda & Associati. L’ufficio è dotato di due grandi schermi e di scrivanie posizionate in modo da sfruttare la luce che proviene dalle finestre ad oblò.

Lo spazio di lavoro rimane aperto 24 ore su 24, in modo tale che ognuno possa lavorare agli orari che preferisce. I dipendenti possono chiaramente pranzare e cenare nei tanti ristoranti dell’ammiraglia di MSC. Durante le pause, invece, hanno la possibilità di godere delle centinaia di attrazioni che la crociera offre: piscine, palestre, teatro, balli e tanto altro.

Che cos’è il fair working?

Il lavoro agile, all’inglese smart working, è una realtà a cui la maggior parte delle aziende italiane si è dovuta adeguare nel corso dell’ultimo anno. Le ripetute chiusure causate dalla pandemia hanno spesso trasferito nei salotti di casa il lavoro che prima veniva svolto negli uffici. Tuttavia, il lavoro da casa ha ancora tanti ostacoli da superare per essere davvero fair, che non a caso in inglese vuol dire “giusto”.

In molti casi, per esempio, può accadere che i dipendenti non abbiano un’adeguata formazione, oppure che non dispongano di attrezzature idonee per lavorare in maniera realmente “smart”. Tanti sono anche i rischi, primo fra tutti quello del burnout legato all’iperconnessione e all’isolamento sociale.

L’esperimento di Davide Lenarduzzi ha il fine di invertire gli schemi del lavoro agile nella direzione del fair working, concetto che sta prendendo sempre più piede negli ambienti manageriali. Infatti, i dipendenti di Paeda & Associati sono stati dotati di un temporary office in cui il benessere lavorativo è anche e soprattutto psicofisico, così che siano garantite al tempo stesso produttività, soddisfazione e fidelizzazione del lavoratore.

ultimo aggiornamento: 01-03-2021


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