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Tasse, l’errore che ti costa caro: così rischi di dire addio alla pensione

Termini per chiedere la pensione nel 2026

L’Inps ha infatti inoltrato un sollecito ufficiale per la presentazione della dichiarazione reddituale relativa all’anno 2023, con scadenza fissata al 28 febbraio 2026.

Questo adempimento è cruciale per evitare la sospensione di prestazioni economiche legate al reddito, come la quattordicesima mensilità, l’integrazione al minimo, le maggiorazioni sociali e l’Assegno per il Nucleo Familiare (ANF).

La scadenza che può compromettere la pensione

La comunicazione dell’Inps non è un semplice invito formale, ma un passaggio obbligatorio per garantire la continuità delle prestazioni previdenziali. La mancata o tardiva trasmissione della dichiarazione reddituale rischia infatti di portare non solo alla sospensione degli assegni, ma anche a possibili richieste di restituzione delle somme percepite indebitamente.

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Per questo motivo, l’Istituto ha intensificato la propria campagna di supporto, puntando soprattutto sulla digitalizzazione e sull’assistenza online.

Per facilitare questo processo, l’Inps ha lanciato una campagna di comunicazione digitale che include una videoguida dettagliata, accessibile direttamente dall’area personale MyInps. La guida spiega in modo semplice e chiaro:

  • L’importanza di inviare la dichiarazione entro il 28 febbraio 2026;
  • Quali redditi devono essere dichiarati;
  • Come utilizzare il servizio online Red Precompilato;
  • Le conseguenze nel caso di mancato invio.

Al termine del video, un link diretto permette di accedere immediatamente al servizio, agevolando così il passaggio dalla conoscenza all’azione concreta.itale

I pensionati destinatari del sollecito possono consultare la videoguida in vari modi: attraverso il sito ufficiale dell’Inps, con accesso via SPID o CIE, tramite le app IO e Inps Mobile, o ancora tramite una lettera cartacea spedita a fine dicembre 2025 che contiene un QR Code per l’accesso rapido.

Il servizio consente di verificare i dati reddituali già comunicati negli anni precedenti, confermarli o modificarli, con il supporto di un assistente virtuale che guida passo passo nella compilazione. Questo sistema digitale riduce in modo significativo il rischio di errori o omissioni, tutelando così i beneficiari.

Inoltre, la videoguida ricorda l’esistenza del Consulente digitale delle pensioni, uno strumento innovativo sviluppato nell’ambito del Pnrr che permette ai pensionati di verificare il proprio diritto a ulteriori prestazioni, offrendo un ulteriore livello di assistenza personalizzata.

La sperimentazione di questa comunicazione digitale integrata, avviata nel 2022, sta dimostrando notevoli risultati. Secondo i dati ufficiali, il tasso di dichiarazioni reddituali presentate online è quasi raddoppiato, passando dal 4,20% registrato nel 2018 al 7,59% per l’anno di reddito 2022 dopo le campagne di sollecito.

Questo incremento ha contribuito a una drastica riduzione delle sospensioni e revoche delle prestazioni, garantendo una maggiore tutela ai pensionati.

L’Inps continua a puntare su questa strategia digitale per fornire un supporto concreto agli anziani, facilitando il rispetto delle scadenze e proteggendo i loro diritti economici fondamentali.

Con l’avvicinarsi del termine del 28 febbraio 2026, diventa quindi essenziale per i pensionati verificare la propria situazione e procedere con l’invio della dichiarazione reddituale, evitando così rischi che potrebbero compromettere la propria pensione.

Riproduzione riservata © 2026 - LEO

ultimo aggiornamento: 24 Gennaio 2026 16:29

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