Un viaggio alla scoperta dei luoghi che hanno fatto la storia industriale dell’Italia: quali sono quelli da visitare assolutamente?

Quando si potrà tornare a viaggiare – perché prima o poi torneremo alla vita ‘normale’ – potremmo pensare a qualche meta alternativa. Queste vengono suggerite dal turismo industriale e abbracciano tutta l’Italia: da Nord a Sud, passando per il Centro. Al di là del nome, che ad essere onesti ha poco di invitante, i luoghi proposti meritano assolutamente di essere scoperti.

Dalle Saline di Marsala e Trapani al Birrificio Peroni di Roma, passando per le Cave di Marmo di Carrara: sono tantissimi gli edifici che raccontano una parte importante della storia del Bel Paese. Non solo industrie, ma anche stazioni: che dire, giusto per citare la più famosa, di Milano Centrale? Il turismo industriale, però, propone anche piccole perle come la Transiberiana d’Italia, che va da Sulmona a Isernia.

Turismo industriale: i luoghi italiani che meritano di essere scoperti

Marmo di Carrara
Marmo di Carrara

Jacopo Ibello, autore di Guida al turismo industriale, porta il lettore alla scoperta delle perle del “Patrimonio Archeologico Industriale“. Il distretto dell’automobile torinese con la rampa del Lingotto opera di Giacomo Mattè-Trucco, il Birrificio Peroni che oggi ospita il Museo d’arte contemporanea del Comune di Roma e la Manifattura di Arti, Sperimentazione e Tecnologia di Bologna: impossibile elencare tutti i luoghi italiani che meritano di essere riscoperti.

L’autore non riporta alla luce solo le industrie, ma anche altri ‘luoghi strategici’ che hanno contribuito alla crescita del Paese. Si va dalla Stazione Centrale di Milano alla meno nota Transiberiana d’Italia, che collega Sulmona ad Isernia. Un viaggio alternativo, che al momento possiamo solo progettare, ma di certo questi luoghi meritano di essere visitati.

Guida al turismo industriale

Grazie al libro Guida al turismo industriale di Jacopo Ibello, sappiamo che l’Italia è ricca di costruzioni tecnologiche che meritano di essere visitate. Il cofondatore e presidente dell’Associazione Save Industrial Heritage e membro del direttivo dell’AIPAI (Associazione Italiana per il Patrimonio Archeologico Industriale) propone oltre 300 schede illustrate.

Suddivise per regioni e aree geografiche, offrono informazioni di servizio utili per la visita – giorni e orari di apertura, costi, telefono e sito – e una sezione eventi. Ibello ci guida nell’archeologia industriale italiana, mostrandoci i luoghi di maggiore interesse: da fabbriche dismesse o riconvertite a musei, archivi aziendali e impianti ancora attivi.

Un vero e proprio viaggio nell’Italia delle grandi opere industriali e un modo per scoprire luoghi alternativi, che spesso ‘vivono’ all’ombra del turismo classico.


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