Per il quinto anno l’immagine della Mostra del Cinema di Venezia è dell’illustratore e autore italiano, ma sui social c’è chi non gradisce e accusa addirittura di sessismo.

Il Presidente della Biennale Roberto Cicutto e il direttore Alberto Barbera hanno presentato ufficialmente Venezia 79, l’edizione 2022 della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica che si tiene al Lido dal 31 agosto al 10 settembre. Insieme alla selezione (23 film in Concorso, 19 Fuori Concorso di cui 9 documentari, 18 nella sezione Orizzonti e 9 in Orizzonti Extra, 4 opere prime a Biennale College, 27 restauri in Venezia Classici) è stato svelato il manifesto ufficiale, realizzato per il quinto anno dall’illustratore italiano Lorenzo Mattotti.

Venezia 79, manifesto e sigla di Lorenzo Mattotti

Oltre al poster, Mattotti ha firmato anche la sigla della Mostra. In questo caso, è il quarto anno di collaborazione con la Biennale per l’autore che vive e lavora a Parigi. L’immagine scelta per il manifesto di Venezia 79 è una Leonessa che si libra in alto e ci porge questo anniversario, il 90°”, spiega Mattotti.

Quest’anno la Biennale di Venezia celebra i 90 anni della Mostra del Cinema, la cui prima edizione si svolse dal 6 al 21 agosto 1932 sulla terrazza dell’Hotel Excelsior al Lido. Chiamata all’inizio Esposizione Internazionale d’Arte Cinematografica, il più antico festival cinematografico del mondo nacque da un’idea del conte Giuseppe Volpi, dello scultore Antonio Maraini e del critico Luciano De Feo.

Sono 90 gli anni dalla prima edizione della Mostra – racconta Mattotti – e per questo abbiamo voluto che l’immagine avesse delle linee classiche, così come classica è stata la scelta del fondo oro. Il colore oro è anche un riferimento ai manifesti dei primi decenni del Novecento”.

Il manifesto ufficiale della Biennale Cinema 2022 firmato da Lorenzo Mattotti
Il manifesto ufficiale della Biennale Cinema 2022 firmato da Lorenzo Mattotti

La Mostra è sempre stata classica, ma anche provocatoria – aggiunge l’illustratore –. Qui il Leone, simbolo di potere e forza, si è trasformato in una Leonessa, che ha in sé eleganza e creatività. Dopo 90 anni, il Leone di Venezia, simbolo della Mostra, è ora diventato una Leonessa che vola attraverso la storia con energia e leggerezza, simbolo di speranza, lontano dall’aggressività e dalla ferocia”.

Bresciano, classe 1954, Lorenzo Mattotti è l’autore di Fuochi, capolavoro della narrativa a fumetti e vincitore di numerosi ed importanti premi internazionali. Sono suoi anche Incidenti, Signor Spartaco, Doctor Nefasto, L’uomo alla finestra e Pinocchio e Eugenio. Dopo aver curato i segmenti di presentazione di ogni episodio di Eros, il film collettivo di Wong Kar-Wai, Steven Soderbergh e Michelangelo Antonioni, ed aver fatto da consulente creativo per Pinocchio di Enzo D’Alò, Mattotti ha debuttato alla regia con La famosa invasione degli orsi in Sicilia. Ispirata alla favola di Dino Buzzati, l’animazione è stata presentata con successo a Cannes nelle sezione Un Certain Regard ed è disponibile su RaiPlay.

Lorenzo Mattotti Venezia 79: social divisi

Non appena è stato presentato sui social, il manifesto di Venezia 79 ha diviso gli utenti. I commenti positivi sono tanti: “Meravigliosa”, “Bellissimo”, “Straordinaria illustrazione: movimento e leggerezza”. Ma parecchie sono pure le critiche: “Mamma mia, il problema non è che è brutto, il problema è che a tanti piace”, “Mattotti in caduta libera”, “Forse volevano rifarsi ad Erté, ma non hanno ottenuto un gran risultato… Anzi!”.

C’è persino chi ha accusato l’illustrazione di sessismo. In particolare per l’assenza della bocca, elemento che priva la donna della possibilità di esprimersi, per la mancanza di aggressività e ferocia e per “le proporzioni di un corpo egemonico, da modella magra e perfetta”: “In quanto donna deve essere dolce e accomodante? Che tipo di modello femminile state proponendo? Come spazio di cultura avete una enorme responsabilità sulla rappresentazione anche dei generi”.

Foto credit: La Biennale Jacopo Salvi

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ultimo aggiornamento: 28-08-2022


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