Seguici sui social

Sostenibilità

Riciclo degli oli usati, Italia e Grecia unite per alzare gli standard europei

Tecnici con caschi di sicurezza esaminano campioni di olio in vasetti davanti a fusti e impianti industriali
Controllo di campioni di olio esausto in un impianto industriale, simbolo della filiera di raccolta e rigenerazione.

Il Conou, consorzio italiano per la gestione degli oli minerali usati, e il sistema collettivo greco Endiale S.A. hanno firmato oggi, 14 luglio 2026, un protocollo d’intesa per rafforzare in Italia, Grecia e in ambito europeo la raccolta ordinata degli oli esausti e la produzione di oli base rigenerati, con l’obiettivo di promuovere pratiche comuni di economia circolare e rendere più coerente l’applicazione delle norme Ue nel settore.

Conou ed Endiale firmano un’intesa sugli oli esausti

L’accordo, sottoscritto dal presidente del Conou, Riccardo Piunti, e dal ceo di Endiale S.A., George Deligiorgis, mette nero su bianco una collaborazione che riguarda studio, scambio di competenze e verifica dell’attuazione delle norme europee sugli oli minerali usati. Non una semplice dichiarazione di intenti, spiegano i promotori, ma un percorso operativo per confrontare modelli, risultati e criticità di due sistemi nazionali che già lavorano dentro il perimetro della Responsabilità Estesa del Produttore, la cosiddetta Epr.

Nel memorandum vengono indicate attività congiunte di analisi, promozione e proposta normativa. Il punto, in sostanza, è capire come migliorare la raccolta degli oli esausti, ridurre dispersioni e trattamenti non conformi, e favorire la produzione di oli base ottenuti da processi di rigenerazione. Un tema tecnico, certo. Ma con ricadute ambientali dirette, perché gli oli usati, se gestiti male, possono contaminare suolo e acqua.

Un Comitato di coordinamento per seguire le azioni comuni

Il protocollo d’intesa prevede la nascita di un Comitato di coordinamento, incaricato di seguire le iniziative indicate nell’accordo e di trasformarle in attività concrete. Sarà questo organismo, secondo quanto comunicato dai due soggetti, a coordinare lo scambio di know how, la preparazione di studi e la costruzione di proposte da portare all’attenzione delle istituzioni nazionali ed europee.

Nel perimetro dell’intesa rientrano anche campagne di comunicazione congiunta sull’economia circolare, progetti di ricerca e sviluppo tecnologico e iniziative aperte ad altri sistemi europei Epr. La direzione è chiara: allargare la cooperazione oltre l’asse Italia-Grecia, coinvolgendo soggetti che operano nello stesso settore in altri Paesi Ue. Solo allora, ragionano i promotori, sarà possibile arrivare a criteri più omogenei.

Piunti: “Serve un’Europa più presente nella nostra filiera”

“Questa sinergia è frutto di un percorso avviato meno di un anno fa”, ha detto Riccardo Piunti, presidente del Conou, commentando la firma dell’accordo. Con Endiale, ha spiegato, esiste “una comune visione” che nasce da una matrice culturale condivisa e dai risultati ottenuti dai due sistemi sul fronte della circolarità. Parole misurate, ma il messaggio è netto: la filiera degli oli minerali usati ha bisogno di regole più allineate a livello europeo.

Piunti ha poi richiamato una criticità che, per gli operatori del settore, resta centrale: “Nella nostra filiera purtroppo non c’è uno standard di qualità europeo né un obiettivo di circolarità comune; quindi c’è ancora molto da fare per la coerenza europea”. Il presidente del Conou ha aggiunto che servono “solidi alleati” per affrontare anche la sfida degli inquinanti pericolosi, un passaggio delicato per chi lavora sulla rigenerazione e sulla sicurezza ambientale.

Deligiorgis: “Diffondere il modello di economia circolare in Europa”

Sulla stessa linea George Deligiorgis, ceo di Endiale S.A., che ha confermato l’intenzione di promuovere in Europa l’idea di economia circolare applicata agli oli minerali usati. “Sono molto felice di incontrare i miei colleghi italiani”, ha detto, aggiungendo che l’obiettivo è portare avanti questa missione “anche con il supporto di altri sistemi Epr”.

L’intesa tra Conou ed Endiale arriva in una fase in cui l’Unione europea spinge sulla riduzione degli sprechi, sul recupero delle materie prime e sulla gestione più rigorosa dei rifiuti. Nel caso degli oli esausti, la posta in gioco riguarda insieme ambiente, industria e qualità dei processi. Non basta raccogliere di più: bisogna raccogliere meglio, tracciare i flussi e garantire che la rigenerazione produca oli base conformi e competitivi. È su questo terreno, tecnico ma sempre più politico, che Italia e Grecia provano ora a costruire una piattaforma comune.

Change privacy settings
×