Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini ha convocato questa mattina, al Mit di Roma, la cabina di regia sulla crisi idrica per fare il punto sulla disponibilità d’acqua nel Paese e accelerare gli interventi contro la scarsità idrica, alla luce del quadro aggiornato presentato dal commissario straordinario nazionale, il prefetto Fabio Ciciliano.
Crisi idrica, il quadro nazionale illustrato al Mit
La riunione si è aperta con la relazione del commissario straordinario Fabio Ciciliano, incaricato dell’adozione degli interventi urgenti legati alla scarsità idrica. Secondo quanto riferito dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, il quadro nazionale mostra un miglioramento delle condizioni nel Centro-Sud rispetto allo scorso anno, anche se la situazione resta disomogenea.
Il punto più delicato, hanno spiegato fonti del dicastero, riguarda ancora le regioni del bacino del Po, dove persistono condizioni di severità idrica significativa. È un’area che continua a richiedere monitoraggio costante, soprattutto in vista dei mesi più caldi e delle richieste crescenti da parte dell’agricoltura, dei gestori del servizio idrico e dei territori. Non un allarme generalizzato, dunque. Ma una vigilanza stretta, sì.
Nel corso dell’incontro, Salvini ha chiesto un aggiornamento operativo sulle misure già avviate e su quelle in preparazione. L’obiettivo, ha riferito il Mit in una nota, è evitare che le criticità locali si trasformino in emergenze più ampie, intervenendo prima sulle reti, sugli invasi e sulle infrastrutture considerate più vulnerabili.
Investimenti idrici, 733 interventi per oltre 6 miliardi
A illustrare lo stato di avanzamento del programma nazionale è stata Angelica Catalano, direttore della direzione generale Dighe e Infrastrutture Idriche del ministero. Il piano, secondo i dati presentati durante la cabina di regia, comprende 733 interventi già programmati, per un finanziamento complessivo superiore a 6 miliardi di euro.
Si tratta di opere distribuite sul territorio nazionale e legate a diversi ambiti: dalla messa in sicurezza delle infrastrutture idriche al miglioramento degli impianti esistenti, fino agli interventi sugli accumuli e sulle reti. In molti casi, il nodo resta quello dei tempi: autorizzazioni, cantieri, progettazioni esecutive. “Serve correre, ma senza perdere solidità tecnica”, è il senso emerso dalla riunione, secondo quanto filtra dagli uffici ministeriali.
Il programma viene considerato dal Mit una delle leve principali per ridurre la vulnerabilità del sistema. La rete italiana, in diversi territori, sconta ancora dispersioni elevate e una capacità di accumulo non sempre adeguata alle fasi di siccità prolungata. Da qui la scelta di tenere insieme investimenti strutturali e interventi più rapidi, quelli che possono dare risposte già nel breve periodo.
Nuove risorse in arrivo per acqua potabile e irrigazione
Nel corso dei lavori sono state presentate anche le prossime iniziative del ministero. Il Mit sta predisponendo le procedure per assegnare circa 1 miliardo di euro destinato agli investimenti nel settore dell’acqua potabile, con l’obiettivo di rafforzare la sicurezza degli approvvigionamenti e migliorare l’efficienza dei sistemi di distribuzione.
Accanto a questo pacchetto, è in fase di definizione un ulteriore programma di finanziamento da circa 700 milioni di euro nell’ambito del Piano Nazionale di Interventi Infrastrutturali e per la Sicurezza nel Settore Idrico, il Pnissi. Le risorse, secondo il ministero, saranno indirizzate soprattutto a interventi per l’uso irriguo della risorsa, un fronte sensibile per molte aree agricole, dal Nord alle zone interne del Centro.
Nel complesso, le nuove misure annunciate ammontano a circa 1,7 miliardi di euro, che si aggiungono ai fondi già programmati. Una cifra che, nelle intenzioni del dicastero, dovrà tradursi in cantieri concreti e in una maggiore capacità di gestione nei periodi di stress idrico. La differenza, come spesso accade, la faranno l’avanzamento delle procedure e la capacità degli enti attuatori di rispettare le scadenze.
Salvini: programmazione e rapidità contro la scarsità idrica
Il ministro Matteo Salvini, durante la riunione, ha ribadito che la gestione dell’acqua deve essere portata avanti con programmazione, rapidità di intervento e una visione di lungo periodo. Una linea che il Mit collega alla necessità di non affrontare la crisi idrica soltanto come emergenza stagionale, ma come questione infrastrutturale e di sicurezza nazionale.
Il titolare del dicastero ha richiamato l’impegno del ministero sui 6 miliardi di euro già programmati e sulle nuove risorse in arrivo, pari a circa 1,7 miliardi. L’obiettivo dichiarato è rafforzare la tenuta degli approvvigionamenti e ridurre il rischio di nuove criticità nei territori più esposti, a partire dalle aree del bacino del Po, dove il livello di attenzione resta alto.
La cabina di regia, nelle intenzioni del governo, continuerà a seguire l’evoluzione della situazione idrica nazionale con aggiornamenti periodici. Per ora il quadro appare meno pesante nel Centro-Sud rispetto all’anno passato, ma non consente distrazioni. La scarsità d’acqua, hanno ricordato i tecnici presenti, non si misura solo con le piogge degli ultimi mesi: contano invasi, falde, reti, consumi. E i cantieri, quando partono davvero.








