Citofono rosa: l’iniziativa per dare ascolto a chi si sente solo
La solitudine è una delle sfide più silenziose del nostro tempo. Nonostante siamo iperconnessi — tra notifiche, messaggi e social network — capita sempre più spesso di non avere nessuno con cui scambiare davvero due parole. È proprio da questa consapevolezza che nasce il citofono rosa, un’iniziativa solidale partita da Padova che trasforma un semplice citofono in un punto di ascolto aperto a chiunque ne abbia bisogno.
L’idea è tanto semplice quanto potente: un’etichetta colorata su un citofono di casa diventa il segnale che dietro quella porta c’è qualcuno disposto ad ascoltare. Nessuna app, nessun algoritmo — solo voci vere e presenza umana.
Come funziona il citofono rosa
L’iniziativa solidale tra le vie di Padova prevede che chi possa offrire ascolto applichi sul proprio citofono di casa un’etichetta di colore rosa con scritto: “Vuoi scambiare due parole ma non sai con chi farlo? Sei nel posto giusto. Se un citofono è rosa vuol dire che chi risponde fa volentieri due chiacchiere”.
Nell’etichetta sono indicate anche informazioni pratiche essenziali:
- Il cognome della persona disponibile ad ascoltare o offrire parole di conforto
- Gli orari nei quali è possibile citofonare
- La lingua nella quale può comunicare
In questo modo chi bussa sa già con chi ha a che fare e quando farlo, abbattendo quella barriera di imbarazzo che spesso impedisce di chiedere aiuto.
Come partecipare: chi vuole offrire ascolto
Per partecipare come “ascoltatore” occorre rivolgersi ad Antonio Irre, l’artista ideatore del progetto, che provvederà ad apporre personalmente l’etichetta. Quest’ultima potrà essere tenuta per qualche giorno oppure in maniera fissa, a seconda della propria disponibilità. Non esiste un impegno minimo: ognuno contribuisce nei modi e nei tempi che gli sono possibili.
Dove si sta diffondendo l’iniziativa
L’iniziativa sta prendendo sempre più piede anche fuori città e fuori regione. Le prime richieste di adesione sono arrivate, ad esempio, da Cordenons in provincia di Pordenone, dal Veronese e dal Cesenate. Un segnale chiaro: il bisogno di ascolto non conosce confini geografici, e il modello del citofono rosa può replicarsi ovunque ci sia qualcuno disposto a rispondere.
È prevista inoltre la realizzazione di una mappa dei citofoni rosa, così che nel momento del bisogno chiunque possa sapere con certezza a chi rivolgersi nel proprio quartiere.

Com’è nata l’idea del citofono rosa
L’idea del citofono rosa è nata grazie all’artista e performer Antonio Irre e si è sviluppata con la collaborazione del Comune di Padova nell’ottica del bando “La Città delle Idee”. Quello che Irre ha voluto mettere in luce è l’importanza dei rapporti umani autentici — le voci vere, l’ascolto reciproco, la presenza fisica — in un momento storico in cui si tende a privilegiare le relazioni virtuali.
I primi due citofoni con le etichette rosa sono comparsi a metà gennaio e da allora l’iniziativa ha continuato a espandersi, diventando un piccolo ma concreto modello di welfare di prossimità. Un progetto che dimostra come bastino pochi centimetri quadrati di carta colorata per ricordare a tutti che qualcuno, dietro quella porta, è pronto ad ascoltare.
Perché il citofono rosa risponde a un bisogno reale
I dati sulla solitudine in Italia — e in Europa — parlano chiaro: milioni di persone, di tutte le età, dichiarano di non avere nessuno con cui confidarsi nei momenti difficili. Gli anziani che vivono soli, i giovani che si sentono incompresi, le persone che hanno appena cambiato città: tutti possono trovarsi in un momento in cui una voce amica fa la differenza.
Il citofono rosa non si sostituisce ai servizi professionali di supporto psicologico, ma colma un vuoto diverso: quello della connessione umana quotidiana, informale, di vicinato. Un gesto piccolo, ma capace di ricordare a chi si sente invisibile che non è solo.
Domande frequenti sul citofono rosa
Cos’è il citofono rosa?
È un’iniziativa solidale nata a Padova: chi è disponibile ad ascoltare applica sul proprio citofono un’etichetta rosa con orari e nome, segnalando ai vicini che può offrire ascolto a chi si sente solo o in difficoltà.
Chi ha ideato il citofono rosa?
L’iniziativa è stata ideata dall’artista e performer Antonio Irre, con il supporto del Comune di Padova nell’ambito del bando “La Città delle Idee”.
Come si può aderire al progetto?
Chi vuole offrire ascolto può contattare Antonio Irre, che provvederà ad applicare l’etichetta rosa sul citofono. La partecipazione è libera e flessibile: si può scegliere di esporre l’etichetta per pochi giorni o in modo continuativo.
Il citofono rosa è presente solo a Padova?
No. L’iniziativa si sta diffondendo in altre città e regioni italiane, con richieste arrivate già dal Pordenonese, dal Veronese e dal Cesenate. Chiunque può portare il modello nel proprio comune.
Esiste una mappa dei citofoni rosa?
È in fase di realizzazione una mappa che permetterà di individuare facilmente i citofoni rosa attivi nella propria zona, così da sapere a chi rivolgersi nel momento del bisogno.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.








