Che cos’è l’inquinamento digitale e come l’impronta di carbonio digitale impatta sull’ambiente: ecco i modi per limitare le emissioni.

Si parla di inquinamento digitale in relazione ai gas serra che sono generati dalla costruzione, dalla fornitura e dall’utilizzo della tecnologia digitale e che, allo stato attuale, compongono il 4% delle emissioni globali, il doppio di quelle generate dall’industria aeronautica. Milioni di server fisici nei data center di tutto il mondo funzionano 24 ore su 24, 7 giorni su 7 per trasmettere tutti i nostri dati e ogni anno il consumo di energia della tecnologia digitale aumenta del 9%. Cosa si può fare per ridurre, al minimo, le emissioni di carbonio digitale?

Cos’è l’inquinamento digitale?

L’inquinamento digitale è responsabile del 3,7% delle emissioni di CO2 a livello globale, il 50% in più rispetto al trasporto aereo (2,4%). Tuttavia, è un problema che viene raramente identificato e, quindi, anche non affrontato adeguatamente. Poiché l’inquinamento digitale è invisibile, è spesso sottovalutato. Ma cos’è esattamente l’inquinamento digitale?

Inquinamento digitale
Inquinamento digitale

L’inquinamento digitale comprende tre elementi: produzione, pratiche e rifiuti elettronici. La produzione e i rifiuti elettronici sono gli elementi di cui si parla di più e per una buona ragione: man mano che i dispositivi diventano più piccoli e il numero di componenti interni aumenta, la produzione e lo spreco ambientale dei dispositivi non sono mai stati così importanti.

In effetti, i telefoni cellulari utilizzati negli anni ’60 erano costituiti da soli 10 componenti, mentre ciascuno degli smartphone di oggi ne è composto circa 54. Le modalità di estrazione dei componenti sono problematiche e il fatto che il numero di componenti necessari stia crescendo è altrettanto problematico.

Anche l’enorme infrastruttura Internet spesso non viene considerata. Ciò comprende data center, server, cavi in ​​fibra ottica sottomarini, antenne relè, box Wi-Fi e molto altro: dispositivi, dunque, che elaborano ogni piccola azione online. Pertanto, ogni volta che viene inviata un’e-mail, può letteralmente fare il giro del mondo. Di conseguenza, l’invio di un’e-mail standard può produrre 4 g di CO2e mentre un’e-mail più lunga con allegati può produrre 50 g di CO2e.

Le azioni da compiere per controllare le emissioni di carbonio digitale

Ogni volta che viene eseguita una query di ricerca, l’impronta di carbonio generata e rilasciata nell’atmosfera circa 0,9 g di CO2 e lo stesso accade per ogni pagina web che rimane aperta nel browser. Anche se guardare un video online sembra innocuo, è una delle attività a più alta intensità di CO2e: guardare un video per un’ora – ad esempio – equivale a rilasciare 130 g di CO2 nell’atmosfera.

Notebook e smartphone
Notebook e smartphone

Lo streaming è responsabile del 60% del traffico totale dati sul web e la quantità di video online su Internet è pari all’1% dei gas serra globali. Ci sono delle azioni che si possono intraprendere per ridurre la nostra impronta di carbonio digitale:

  • Cancellarsi da newsletter che non si leggono;
  • Evitare di immagini ove possibile. Utilizzare gli strumenti online come WeTransfer oppure fornire un collegamento interno alla cartella in cui si trova l’immagine stessa;
  • Salvare i siti web visitati di frequente nella scheda dei preferiti;
  • Fare clic nella cronologia del browser per accedere direttamente a un sito;
  • Digitare l’URL direttamente nella barra degli indirizzi se lo si conosce già;
  • Guardare i video a una risoluzione inferiore;
  • Evitare di scorrere tutti i video presenti sui social media;
  • Spegnere le videocamere durante le riunioni quando è possibile;
  • Eliminare e-mail e file – ove possibile – ed evitare duplicazioni di file;

Ci sono altre piccole azioni che ognuno di noi può mettere in atto per ridurre l’inquinamento digitale di cui siamo responsabili, come spegnere il computer alla fine di ogni giornata e scollegare computer e telefoni quando sono completamente carichi.

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ultimo aggiornamento: 17-04-2022


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