In molti si interrogano sul rapporto che intercorre tra imposta di registro cedolare secca. Scopriamo insieme qualche informazione in più.

Qual è il rapporto tra imposta di registro e cedolare secca? Questa è una domanda che molti si fanno per una pletora di motivi diversi, complice anche la burocrazia non semplicissima dell’Italia.
Per poter rispondere a questa domanda è però prima necessario avere una chiara idea delle definizioni dei termini di cui sopra.

Imposta di registro e cedolare secca: cosa sono?

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L’imposta di registro è un’imposta indiretta che colpisce i trasferimenti di ricchezza. Questo genere di imposte si applicano ai trasferimenti di valore.

Il pagamento dell’imposta di registro avviene in seguito alla registrazione di un atto scritto. Esso può essere un contratto, una scrittura privata, la costituzione di una società, la costituzione di un ente, una sentenza e così via. È importante che tale atto sia registrato presso un registro pubblico, quest’ultimo contenuto presso gli uffici dell’agenzia delle entrate.

Le registrazione dell’atto scritto ed il pagamento dell’imposta di registro permettono il deposito del contenuto dell’atto all’interno di un pubblico registro, in modo che non possano esserci modifiche di alcun tipo.
Il pagamento dell’imposta, in sostanza, garantisce immodificabilità del contenuto e della data dell’atto che abbiamo registrato.

Di tutt’altra cosa parliamo quando invece ci riferiamo alla cedolare secca.
La cedolare secca, o regime di cedolare secca, è un regime fiscale facoltativo che permette a chi lo utilizza di pagare un imposta sostitutiva dell’IRPEF e delle addizionali regionali, comunali e provinciali.

La cedolare secca è caratterizzata dalla presenza di diversi sgravi e caratteristiche permettono al locatore di risparmiare soldi. Con l’adesione alla cedolare secca si rinuncia alla possibilità di aggiornamento del canone di locazione anche se tale variazione è prevista nel contratto.

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La cedolare secca è utilizzabile dalle persone fisiche titolari del diritto di proprietà (o del diritto reale di godimento come l’usufrutto) che non locano l’immobile per attività di impresa, arti o professioni. Tutte le altre informazioni si possono trovare con semplicità sull’apposita scheda di spiegazione sul sito dell’agenzia delle entrate.

Che rapporto c’è tra cedolare secca e imposta di registro?

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Arriviamo al dunque: i contratti realizzati con il regime fiscale di cedolare secca non sono sottoposti all’imposta di registro (e nemmeno all’imposta di bollo). Questo accade nonostante tali imposte siano dovute per registrazioni, risoluzioni e proroghe dei contratti di locazione. In altre parole, nemmeno l’imposta di bollo per la cedolare secca è dovuta.

Quand’è che è necessario pagare l’imposta di registro nonostante la presenza di cedolare secca?
L’imposta di registro va pagata quando si effettua una cessione del contratto di locazione.
C’è anche un altro caso in cui l’imposta di registro viene dovuta: se, in caso di affitti pluriennali, il regime fiscale con cui viene registrato il contratto passa da ordinario a cedolare secca, allora in quel caso, la registrazione segue le regole ordinarie. In questo caso imposte di bollo e registro diventano dovute e non sono più rimborsabili.

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ultimo aggiornamento: 01-08-2021


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