Ormai si parla sempre più di subscription economy, il modello economico basato sulla sottoscrizione di un abbonamento e sulla monetizzazione del legame di fiducia impresa-cliente.

Da due anni ormai si parla sempre più di economia della sottoscrizione, nota anche come economia della fiducia. Il termine inglese è subscription economy. Ma di cosa si tratta di preciso? È un modello di mercato che rispecchia il cambiamento post-pandemico delle abitudini di acquisto, eliminando la cultura del possesso e della proprietà: tutti i beni e servizi non vengono più comprati ma noleggiati.

Economia della sottoscrizione: cos’è di preciso?

La missione di chi pratica l’economia della sottoscrizione è generare un mondo di beni e servizi su richiesta forniti in abbonamento. Un universo di Netflix e Amazon Prime, Spotify e Deezer, Sky e DAZN. Esploso nel mondo anglosassone con la pandemia di Covid-19, questo modello invoglia il consumatore a snobbare la proprietà e a preferire una forma evoluta di noleggio all’acquisto effettivo dei beni.

L’obiettivo è alimentare l’economia circolare, prevenire lo spreco e favorire il riuso tramite il mercato secondario, abbattere i costi, allargare la platea di beneficiari dei prodotti all’avanguardia e instaurare una relazione di fiducia tra aziende e clienti.

La subscription economy può avvenire con il pagamento di un importo unico d’abbonamento (una recurring fee mensile o annuale), un servizio  a utilizzo (non si paga un fisso ma quel che si usa al momento, come il car sharing di Enjoy e car2go) e l’instant purchase come l’acquisto di un oggetto che avviene oggi su Prime.

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Monetizzare il legame con i clienti: è la mission della subscription economy

Zuora è la piattaforma internazionale apripista dell’economia della sottoscrizione. Il sistema “commerce to cash to revenue” dell’azienda consente alle imprese di avviare, trasformare e gestire le proprie attività sul format degli abbonamenti. I servizi di Zuora permettono di automatizzare la fatturazione ricorrente, le riscossioni, i preventivi, il calcolo delle entrate e le metriche delle sottoscrizioni.

Anche Haier si muove a grandi passi verso la subscription economy. La multinazionale cinese di elettrodomestici lancerà sul mercato nell’autunno del 2022 la sua prima lavatrice a noleggio. Si chiama WashPass, è pensata per chi non fa tante lavatrici e introduce quello che può essere considerato come il pay-per-wash.

Subscription economy, Italia si muove con Haier

Il cliente paga una cifra di sottoscrizione e un canone mensile in base al numero di lavaggi effettuati. La lavatrice arriva a casa in comodato d’uso e garantisce un bucato di altissima qualità. Manutenzione, riparazione e detersivo (in cartucce simili alle cialde del caffè) sono già inclusi nel prezzo. La quota fissa iniziale è di 80-100 euro, l’abbonamento mensile di 10 o 20 euro a seconda del numero di lavaggi.

I più critici collegano la subscription economy al principale diktat del World Economic Forum di Davos per l’applicazione del cosiddetto Grande Reset, il programma di “nuova normalità” da abbracciare entro il 2030: “Non avrai nulla e sarai felice“. In pratica, una vita liquida in un Amazon-verse nel quale sono eliminati affitti e case di proprietà, automobili ed elettrodomestici, contanti e carte di pagamento. In sostanza, tutte le merci e i servizi per come li abbiamo sempre conosciuti. Innovativo e decisamente inquietante.

Riproduzione riservata © 2022 - LEO

ultimo aggiornamento: 11-08-2022


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