Come funziona la tassazione della cedolare secca? Scopriamo insieme i dettagli di questo regime fiscale

La tassazione cedolare secca è unica nel suo genere visto e si contrappone alla normale tassazione IRPEF.
Essa va a sostituire l’IRPEF per i redditi da locazione ed è stata introdotta all’interno della legislazione italiana con un preciso scopo: contrastare il fenomeno tristemente diffuso degli affitti in nero.

UN casa appartamento luci
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Generalmente parlando la cedolare secca prevede due diverse tipologie di aliquote: una pari al 10% ed una pari al 21%.
Esse sono applicate a diverse tipologie di contratti da locazione, come vedremo dopo.

Dal 1 gennaio 2021, con la legge di bilancio, sono state introdotte alcune novità sulla cedolare secca per affitti brevi. Con questa modifica è possibile optare per il regime con cedolare secca per un massimo di quattro appartamenti, superati i quali si passa ad una tassazione IRPEF.

Come funziona la cedolare secca

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La cedolare secca, come abbiamo anticipato sopra, è il regime agevolato di tassazione per i redditi che derivano dall’affitto a fini abitativo di immobili. Il corpus di regole che definisce il funzionamento della cedolare secca si trova all’interno del DL 14 Marzo 2011 n.23.

Grazie alla cedolare secca si evita di pagare l’IRPEF e si evitano anche imposte di bollo e registro, come anche si evitano le addizionali comunali e provinciali.

Esistono due aliquote per la cedolare secca: aliquota del 21% per i contratti di affitto a canone libero e aliquota del 10% per i contratti d’affitto a canone concordato.
Per poter approfittare di questo regime fiscale è necessario, in sede di registrazione del contratto, esercitare l’apposita opzione attraverso il giusto modello RLI.

Volendo è possibile passare da regime IRPEF a cedolare secca in sede di proroga del contratto.

Quando conviene la cedolare secca?

grattacielo appartamenti cedolare secca
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Per capire se conviene passare al regime di cedolare secca è necessario partire da dei presupposti.

Il regime da locazione ottenuto attraverso cedolare secca è escluso dal reddito complessivo e non possono essere fatti valere oneri deducibili e detrazioni.
Queste reddito deve essere compreso in caso di determinazione dell’ISEE o simili procedimenti.

Poiché sotto la soglia degli 8125 euro annuali non sono dovute imposte di alcun tipo in tale caso conviene rimanere nel regime di tassazione IRPEF.
La cedolare secca, invece, non prevede delle soglie di esenzione fiscale.

Dato questo presupposto è semplice comprendere che la cedolare secca conviene di più a chi possiede redditi elevati e, invece di passare ad uno scaglione IRPEF superiore, attraverso la cedolare secca può ottenere dei guadagni senza andare a pesare sul reddito complessivo.In questo caso è comunque importante capire se si vogliono far valere oneri deducibili o detrazioni dal proprio reddito perché, in questo caso, con la cedolare secca non sarà possibile farlo. Per buona regola è necessario valutare il totale delle somme che si vogliono portare in detrazione o deduzione.


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