Il Ministero della Cultura ha deciso di abolire la censura cinematografica e di istituire una Commissione per la classificazione delle opere.

Dario Franceschini, ministro della Cultura del governo Draghi, ha firmato un nuovo decreto ai sensi della cosiddetta “Legge Cinema”. L’intervento prevede l’abolizione, attesa da lungo tempo, della censura in campo cinematografico. Nasce, in concomitanza, la Commissione per la classificazione delle opere cinematografiche: quest’ente, compreso nella Direzione Generale Cinema del Ministero della Cultura, avrà il compito di supervisionare la correttezza della classificazione effettuata dagli operatori di settore.

Il decreto che abolisce la censura nel cinema

In Italia la censura legata ai film ha una storia che risale addirittura ai primi del Novecento, quando la fruizione cinematografica di massa era ancora ai suoi albori. I controlli si intensificarono poi nel ventennio fascista, sotto il controllo del rigidissimo Ministero per la Cultura Popolare voluto da Mussolini.

Cinema e teatro
Cinema e teatro

I vari sistemi di censura dopo quel momento non sono certo scomparsi, ma hanno iniziato a diminuire gradualmente nel corso dei decenni. Nonostante questo progressivo allentamento, dal secondo dopoguerra in poi si contano centinaia di film censurati con vari metodi: non ammessi nelle sale, o modificati prima e dopo l’uscita.

Il nuovo provvedimento giunge in un momento in cui il cinema e tutte le altre forme di spettacolo stanno attraversando una crisi mai vista prima, che richiede misure e interventi di tutela. Emanato i primi giorni di aprile 2021, il decreto ha lo scopo di accantonare tutto questo sistema di interventi, tagli, controlli, che ancora permetteva allo Stato di limitare libertà e creatività dei lavoratori del settore.

Questo decreto attuativo è il naturale seguito della “Legge cinema” del 2016. Alle autorità statali non sarà più consentito porre il divieto di proiezione di alcuni film nelle sale, oppure stabilire tagli e correzioni di intere scene.

Il ruolo della Commissione per la classificazione delle opere cinematografiche

La Commissione per la classificazione delle opere cinematografiche è un organo facente parte della Direzione generale Cinema e audiovisivo. A presiederla ci sarà Alessandro Pajno, ex presidente del Consiglio di Stato della Repubblica. I componenti saranno 49, tutti esperti del settore o comunque competenti in ambiti quali pedagogia, comunicazione sociale, tutela dei minori ed educazione.

La normativa del nuovo decreto prevede che i film per il cinema vengano suddivisi in quattro categorie in base alle età del pubblico: opere adatte a tutti, opere vietate ai minori di 6 anni, ai minori di 14 e infine ai minori di 18.

Saranno gli stessi distributori e produttori ad avanzare proposte in merito alla categoria più idonea per il proprio lavoro. Il ruolo della Commissione si limiterà, quindi, a confermare le scelte degli operatori del settore, e semmai ad avanzare delle proposte alternative.

ultimo aggiornamento: 13-04-2021


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