Da luglio entra in vigore la misura ponte per l’assegno unico 2021: da 167 euro per chi ha un figlio a 653 euro per chi ne ha tre.

L’assegno unico figli 2021 è ormai alle porte. La norma è stata approvata per decreto dal Consiglio dei Ministri. Già da luglio entra in vigore la misura ponte che sarà valida fino al 31 dicembre. A partire dal 2022 il beneficio sarà poi strutturale, permanente e universale. L’assegno unico per ciascun figlio parte a tappe e procede per gradi. Il primo step è la norma ponte.

La misura ponte consente di accelerare sull’assegnazione del contributo, sopperendo alla mancanza dei decreti attuativi. La legge di riferimento è la 46/2021, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale numero 82 del 6 aprile.

Assegno unico figli 2021: a chi spetta da luglio

L’assegno unico è mensile ha un valore massimo di 250 euro e andrà a tutte le famiglie che hanno uno o più figli fino a 21 anni a carico. Si compone di un importo fisso e di uno variabile, che muta a seconda del reddito complessivo della famiglia. La cifra cala al crescere dell’Isee e si azzera se l’Isee supera i 50mila euro.

In questa fase transitoria, da luglio al 31 dicembre 2021, il beneficio spetta a tutte quelle famiglie (quasi due milioni) finora escluse dagli assegni familiari:

  • lavoratori autonomi;
  • soggetti inattivi o incapienti;
  • percettori di Reddito di cittadinanza;
  • dipendenti rimasti fuori dagli assegni per ragioni di reddito familiare.
Un padre con sua figlia
Famiglie, al via l’assegno unico figli

Possono fare richiesta tutte le mamme dal settimo mese di gravidanza. Dai 18 anni di età, inoltre, una somma ridotta rispetto all’assegno potrebbe essere accreditata direttamente al figlio che si trova in una di queste cinque condizioni:

  • iscritto all’università;
  • tirocinante;
  • iscritto a un corso professionale;
  • in corso di servizio civile;
  • con un impiego a basso reddito.

Assegno unico figli 2021: importo

In questa fase l’importo massimo mensile è 167,5 euro per primo e secondo figlio, maggiorato del 30% dal terzo figlio in poi. Gli importi base sono dunque tre:

  • 167,5 euro per un figlio;
  • 355 euro con due figli;
  • 653 euro con tre figli.

Questi importi spettano pienamente per un Isee fino a 7mila euro. Si dimezzano a 83,5 euro intorno ai 15mila euro di Isee. E calano a 30 euro al mese a figlio dai 40mila euro di Isee fino a 50mila euro.

Le famiglie di lavoratori dipendenti che già oggi percepiscono un assegno familiare riceveranno un extra: una maggiorazione da 37,50 euro al mese per ciascun figlio a 70 euro per nuclei di almeno tre figli. Sono previsti 50 euro extra per ogni minore disabile.

Come fare domanda?

La richiesta dell’assegno unico è compatibile con il Reddito di cittadinanza e con la fruizione di altre misure in denaro a favore dei figli a carico erogate dalle Regioni e dai Comuni. L’Inps fa un ricalcolo sottraendo la quota di Rdc relativa ai figli minori in base alla scala di equivalenza.

La domanda si presenta in via telematica all’Inps o presso Caf e Patronati, secondo le modalità che l’Inps indicherà entro il 30 giugno 2021 sul suo sito ufficiale. L’erogazione del bonus avviene mediante accredito su Iban del richiedente o mediante bonifico domiciliato, con l’eccezione delle famiglie beneficiarie di Reddito di cittadinanza.

L’obiettivo è sviluppare, soprattutto nei giovani, la consapevolezza dell’importanza di avere figli. “Dobbiamo continuare ad investire sul miglioramento delle condizioni femminili e mettere la società – donne e uomini – in grado di avere figli”, ha spiegato Mario Draghi agli Stati generali della natalità.


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