Dal 16 marzo i clienti dei fast food Burger King trovano nei menù una piacevole novità nel nome della sostenibilità: burger e nuggets vegetali.

Uno dei 17 obiettivi dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile è ridurre gli alimenti di origine animale per assicurare la salute e il benessere di tutti e combattere il cambiamento climatico. Burger King si unisce al piano globale per un mondo migliore e dal 16 marzo in tutti i fast food della catena è presente un nuovo menù “green”. Oltre alla versione veg del classico Whooper, ovvero fatta con proteine derivate da soia e grano di coltivazioni sostenibili, si possono assaggiare i nuggets “di pollo” vegetali. Ma non finisce qui.

Cos’è il menù plant based di Burger King

Burger King continua a guardare alla sostenibilità studiando una linea di prodotti “plant based”. Nel caso del Plant-Based Whopper, il gusto e la consistenza sono gli stessi dell’hamburger. La differenza è che questo burger è prodotto senza toccare nessun animale.

Un burger vegetale
Burger King si lancia nel mondo dei burger “plant based”

Questa strategia segna una svolta nel mondo della ristorazione veloce, come spiega Alessandro Lazzaroni, l’amministratore delegato di Burger King Italia, in un’intervista alla rivista Forbes.

Se guardo al futuro – racconta Lazzaroni –, sicuramente ci sarà la possibilità sia di inserire prodotti vegetali che replicano la forma e il gusto di quelli esistenti, sia di lanciare prodotti che potremmo chiamare ‘nativi vegetali’. Va anche detto che, essendo il plant based una vera e propria novità nel mercato, dal punto di vista comunicativo risulta più semplice introdurlo al cliente ancorandosi a dei prodotti già esistenti e di spicco. Potremmo quindi definirla una scorciatoia di breve periodo”.

L’innovazione verde non è una novità per Burger King. L’azienda ha introdotto i burger vegetali dal 2019, diventando il più grande gruppo di ristorazione in Europa a distribuire un prodotto di questo tipo. Il gruppo ha inoltre eliminato le cannucce e i piatti di plastica dai negozi, salvo averli dovuti reinserire per l’emergenza Covid.

Proprio nel mesi più difficili del lockdown, Burger King Italia ha aperto i drive offrendo pasti gratuiti agli operatori sanitari. Nelle settimane successive, ha fatto come The Space Cinema e donato diverse tonnellate di cibo alla Croce Rossa e ad altre associazioni. I piani per il futuro prevedono auto aziendali ibride e una filiera corta di fornitori.

Burger King, sostenibilità al primo posto

Per noi – ammette Lazzaroni – la sostenibilità deve guardare ovviamente anche all’ambiente e, in generale, al modo di vivere. E non è un caso se i nostri nuovi prodotti plant based che abbiamo appena lanciato vengono realizzati con soia coltivata in maniera sostenibile, garantita dalla certificazione Rtrs (Roundtable on Responsible Soy) che si pone due obiettivi fondamentali: evitare il disboscamento e, quello più specifico per la soia, di non utilizzare un quantitativo eccessivo di acqua per la coltivazione”.

L’obiettivo 5 dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile è raggiungere l’uguaglianza di genere ed emancipare tutte le donne e le ragazze. Burger King è a un buon punto: la percentuale di manager donne e uomini è quasi identica e non c’è discriminazione salariale di genere, ovvero differenze di retribuzione tra uomini e donne.

Ora resta da superare un unico scoglio: la maionese (che contiene uova) e la preparazione. Il grosso problema per vegetariani e vegani è infatti il metodo di cottura: il Plant-Based Whopper è cucinato sulle stesse griglie della carne.


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