Decrescita Felice Bike Tour è un itinerario di 300 km tra i luoghi del Nord Italia che sono stati scenari di grandi disastri ecologici.

Un itinerario di ben 300 chilometri tra i luoghi del Nord Italia che sono stati location di grandi disastri ecologici: è questo che promette Decrescita Felice Bike Tour. Organizzato da Movimento per la Decrescita Felice e Altri Mondi Bike Tour, oltre ad una bella pedalata, comprende incontri, visite e spettacoli teatrali.

Decrescita Felice Bike Tour: l’itinerario da 300 km

Il Movimento per la Decrescita Felice e Altri Mondi Bike hanno unito le forze per dare vita a Decrescita Felice Bike Tour. L’itinerario, di ben 300 chilometri, è diviso in dieci tappe e si svolgerà nella settimana che va dal 18 al 27 giugno 2021. I partecipanti attraverseranno il Nord Italia, nello specifico i luoghi dei disastri ecologici. Dalla Diga del Vajont alle Colline del Prosecco, fino alla Pianura Veneta, la Laguna di Venezia, Venezia e Padova. Non solo danni ambientali: il progetto intende far luce anche sulle buone pratiche nate dagli errori del passato.

Decrescita Felice Bike Tour è arrivato alla sesta edizione e, negli anni, ha già percorso diverse regioni italiane: Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Lazio, Campania, Marche, Umbria, Toscana, Abruzzo, Piemonte e Liguria. È la prima volta, quindi, che l’itinerario si concentra sulla parte Nord Est del bel Paese.

I ciclisti daranno via al tour dai paesi fantasma di Erto e Casso, in Friuli Venezia Giulia, per poi procedere verso Venezia e, infine, Padova. Sarà la città di Sant’Antonio ad accogliere i partecipanti del viaggio. Questi, nel corso della pedalata, parteciperanno ad incontri e visite sui territori e assisteranno a spettacoli teatrali.

Lo scopo del viaggio

Lo scopo della Decrescita Felice Bike Tour, come già sottolineato, non è quello di concedersi un viaggio in compagnia tra location particolari, ma anche quello di riflettere. Non a caso, l’itinerario prevede cinque giorni di pedalate e altrettanti di incontri.

Quest’anno più che mai viaggeremo attraverso i simboli dello sviluppo impattante che ha caratterizzato gli ultimi decenni, in una regione segnata da progetti idroelettrici come la diga del Vajont, dall’inquinamento da pesticidi nelle colline del Prosecco e dall’impatto dell’industria chimica nel polo di Marghera. Toccheremo con mano l’effetto dell’espansione incontrollata dei centri urbani e quello delle grandi infrastrutture come la Pedemontana e il MOSE“, ha dichiarato Karl Krahmer del Movimento per la Decrescita Felice.

I territori che sono stati luogo di disastri ambientali sono gli stessi che, in un secondo momento, hanno visto nascere progetti virtuosi e buone pratiche. Dalle piccole aziende sostenibili alle iniziative comunitarie che rispettano l’ambiente, passando per l’armonia degli ecosistemi e il rispetto delle differenze: non è un semplice tour in bicicletta, ma molto, molto di più.


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