Ecco quali sono gli incentivi per i cervelli in fuga all’estero che sognano di tornare in Italia e le novità della Legge di Bilancio 2021.

Molti giovani volano all’estero dopo aver conseguito il proprio titolo di studio. Al di là dei confini italiani, spesso, i cosiddetti cervelli in fuga riescono a realizzarsi e ad avviare la carriera che avevano immaginato quando ancora sgobbavano sui libri. C’è, però, qualcuno fra questi che – forse – sogna ritornare nel proprio paese di origine. Chi ha questa intenzione, può avvalersi degli incentivi – previsti dal Decreto Crescita e dall’emendamento Giarrizzo – che permettono, a chi lo desidera – di fare rientro in Italia.

Fuga dei cervelli, gli incentivi per ritornare in Italia

Diverse agevolazioni fiscali sono state introdotte dal Decreto Crescita (decreto legge n. 34 del 2019), al fine di permettere ai cervelli in fuga di fare ritorno in Italia.

Cervelli in fuga - Ragazzi all'università
Ragazzi all’università

Tra questi provvedimenti, possiamo annoverare la semplificazione delle condizioni di accesso, ma non solo: sono stati ridefiniti anche i periodi di imposta, ridotti da cinque a due. È necessario che il lavoratore svolga la propria attività sul territorio italiano, senza che essi siano in possesso di specializzazioni o qualificazioni particolari.

Ulteriori agevolazioni, poi, sono conferite a tutti i lavoratori che scelgono di trasferire la propria residenza in specifiche regioni, come Sardegna, Sicilia, Abruzzo, Campania, Molise, Calabria e Basilicata. Il tutto con una riduzione dell’imponibile del 90%.

Per docenti e ricercatori che decidono di spostare la propria residenza in Italia, il regime fiscale è incrementato da 4 a 6 anni, che può essere esteso in base anche ai minori presenti in famiglia, all’acquisto di immobili di tipo residenziale 8 a 13 anni.

L’emendamento Giarrizzo del 2021 “per cervelli rientrati”

Le novità non finiscono qui. La legge di Bilancio 2021 – con la sua relativa modifica – estende gli incentivi con l’approvazione dell’emendamento Giarrizzo che è stato definito anche “emendamento per cervelli rientrati“.

Quest’ultimo permette di estendere tali incentivi ai lavoratori, con elevate qualifiche, rientrati in Italia prima del 2020. Ciò è stato pensato per prevenire un nuovo esodo di capitale umano, dotato di specifiche competenze. C’è, dunque, “la volontà di rimettere al centro della politica i giovani per riprogettare il futuro non solo del paese, ma di tutta l’Europa”, ha rivelato il deputato Andrea Giarrizzo, fautore dell’emendamento.

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ultimo aggiornamento: 15-01-2021