Il decreto salva spesa obbliga ad indicare sulla confezione dei cibi la provenienza delle materie prime: ecco quali prodotti riguarda.

Tante volte i prodotti del nostro territorio che finiscono sulle tavole degli italiani sono spacciati come Made in Italy ma in realtà non lo sono affatto. Per tutelare le eccellenze agro-alimentari del Belpaese, il governo ha varato il decreto salva spesa che impone l’obbligo di segnalare sull’etichetta la provenienza delle materie prime di diversi alimenti. Il decreto porta la firma dei ministri delle Politiche agricole Stefano Patuanelli, dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti e della Salute Roberto Speranza.

Decreto salva spesa: la difesa del Made in Italy

Pubblicato in Gazzetta Ufficiale l’8 febbraio, il decreto salva spesa individua sei tipologie di prodotti su cui indicare la provenienza in etichetta:

  • riso;
  • pasta;
  • derivati del pomodoro;
  • sughi e salse preparate a base di pomodoro;
  • latte, formaggi e prodotti lattiero-caseari;
  • carni e salumi di maiale.

In tempi di classificazioni paradossali come il Nutri-score europeo, che adesso vuole il bollino nero su vino e birra, il decreto salva spesa permette ai consumatori di scegliere e sostenere le produzioni italiane e locali. Sono numerosi i casi critici segnalati ogni anno dalla Coldiretti, dal pomodoro cinese spacciato per italiano alla mozzarella fatta con il latte lituano, passando per i salumi prodotti con carne suina proveniente da Belgio e Olanda e la pasta ottenuta con grano canadese trattato con il glifosato.

Un uomo fa la spesa al supermercato
Il decreto salva spesa promuove il cibo trasparente

Fino ad oggi l’obbligatorietà della provenienza in etichetta era prevista soltanto per carni bovine, suine, ovine, caprine e avicole (fresche, refrigerate o congelate), frutta e verdura fresca, miele, olio d’oliva e pesce. Per tutti gli altri alimenti, l’etichettatura di origine era solo volontaria.

La normativa acquisirà validità definitiva a partire dal 31 dicembre 2022. Il decreto garantisce “trasparenza sulla reale origine di prodotti” che rappresentano “circa tre quarti della spesa”, ha spiegato il presidente di Coldiretti Ettore Prandini.

Il decreto salva spesa non copre tutte le eccellenze

Nonostante il decreto salva spesa sia un importante passo in avanti, resta ancora tanto da fare. Rimane infatti anonima l’origine di carne e pesce venduti nei ristoranti, della frutta nelle marmellate e nei succhi, del grano impiegato in pane, biscotti e grissini e dei legumi in scatola.

Coldiretti, Campagna amica e altre organizzazioni europee hanno lanciato la campagna Eat Original! Unmask Your Food, una raccolta firme per estendere l’obbligo di etichettatura con l’indicazione dell’origine su tutti gli alimenti. Francia e Austria sono già corse ai ripari: nei due Paesi sono entrate in vigore norme di etichettatura obbligatoria per segnalare l’origine di carne, latte e uova utilizzati nella ristorazione, nelle mense e nei prodotti trasformati.

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ultimo aggiornamento: 17-02-2022


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