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L’Italia ha la percentuale più alta di istruzione inclusiva: il 99% dei bambini con difficoltà è ben inserito nel ‘mondo’ scuola.

La scuola italiana è spesso criticata, ma quando c’è un merito da riconoscerle non possiamo tirarci indietro. Il bel Paese, rispetto agli altri Stati dell’UE, ha la percentuale più alta di istruzione inclusiva. Questo significa che tutti i bambini, anche quelli con difficoltà più o meno evidenti, hanno la stessa possibilità di apprendere.

L’Italia, seguita da Malta e Scozia, registra che il 99% dei bambini con bisogni educativi speciali (BES) sono ben inseriti nel sistema scolastico. Un numero non indifferente, che dimostra i passi da gigante fatti dall’inclusività.

Scuola e disabilità: l’Italia è il Paese UE più inclusivo

Gli studenti cosiddetti BES (Bisogni Educativi Speciali) sono coloro che necessitano di un ‘percorso’ di studi diverso da quello standard. Il loro numero, soprattutto negli ultimi anni, è in costante crescita. In Scozia, per esempio, ricoprono il 25,12% della popolazione, mentre in Slovacchia e Islanda il 15%.

Bambini a scuola
Bambini a scuola

Pertanto, con questi numeri alla mano, è chiaro che una didattica inclusiva è fondamentale in tutte le scuole, di ogni ordine e grado. Il Ministero dell’Istruzione e l’European Agency (organizzazione indipendente a sostegno dei ministri in materia di istruzione inclusiva) hanno condotto una ricerca molto interessante. Analizzando i dati della scuola primaria e secondaria, l’Italia risulta essere il Paese con la percentuale maggiore di educazione inclusiva.

La didattica inclusiva per un futuro migliore

La didattica inclusiva è tale quando consente a tutti gli studenti, disabili compresi, una formazione e un apprendimento permanente. Questo significa che il ‘mondo’ scuola deve pensare e progettare tenendo conto del bisogno di ciascun alunno. Victoria Soriano, team leader dell’European Agency, nel corso del Convegno La ricerca di vita autonoma nelle disabilità intellettive e relazionali ha dichiarato:

“L’inclusività è un processo di cambiamento che deve focalizzarsi su tutti gli studenti, indipendentemente dal fatto che abbiano o meno una disabilità. Diversamente si rischia di originare un processo di esclusività che non porterebbe benefici”.

Il tema scuola e disabilità è di fondamentale importanza per la costruzione di un futuro migliore e il fatto che l’inclusività sia entrata prepotentemente nella didattica è una grande vittoria. Ogni bambino, adolescente e ragazzo ha diritto allo studio: questo non deve mai essere dimenticato.

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ultimo aggiornamento: 24-12-2020