Il Gruppo Armani rinnova il sostegno al Teatro alla Scala contribuendo alla costruzione dell’ampliamento di via Verdi, progettato da Mario Botta e Emilio Pizzi.

Giorgio Armani non è soltanto il marchio simbolo della moda e del lusso nel mondo. Da tempo lo stilista ha una responsabilità sociale più ampia e strutturata, che va dall’impegno per la sostenibilità al supporto per la cultura e la collettività. La prossima azione di “re Giorgio” si concretizza il 17 maggio: il gruppo Armani diventerà in quella data nuovo sostenitore del Teatro alla Scala di Milano.

Teatro alla Scala: un ampliamento da 17 milioni

Vincitore del Premio Parete 2020 per “la sua personalità straordinaria che ha fissato un’inconfondibile impronta su un’epoca”, Armani ha deciso di supportare l’ampliamento del grande teatro milanese. L’annuncio è arrivato in una triplice occasione: la riapertura dei teatri, la Giornata internazionale della danza e la posa della prima pietra del nuovo edificio per la Scala del futuro che sorgerà in via Verdi.

Progettata da Mario Botta insieme allo studio dell’architetto Emilio Pizzi, la nuova ala sarà un ampliamento della sede storica e incrementa lo spazio dell’area di montaggio e smontaggio delle scene e delle sale prova per l’Orchestra e il Ballo.

Giorgio Armani
Giorgio Armani

Il piano economico-finanziario prevede un investimento complessivo di 17 milioni di euro. Giorgio Armani è stato tra i primi a sostenere la Fondazione, dopo la sua nascita nel 1997, e ora torna a farlo “con rinnovato impegno, in un momento particolarmente delicato per il mondo dello spettacolo”, si legge in una nota del teatro.

Il Gruppo Armani interviene in prima persona per aiutare la Scala ad adeguare il Piano di Sicurezza e Coordinamento con l’adozione di stringenti misure di prevenzione e protezione. Il termine dei lavori è previsto per il mese di dicembre del 2022. Dal punto di vista architettonico, lo stile sarà caratterizzato da “geometrie precise, alternanza di pieni e vuoti e cura nel rivestimento”.

Armani per la cultura e Milano: “Un dovere morale”

Il mio impegno verso Milano, in questo ultimo anno così sconvolgente, è stato importante su tutti i fronti – dichiara Armani in una nota ufficiale – e non potevo certo trascurare il settore della cultura, colpito duramente in ogni suo aspetto. Questa nuova iniziativa è dedicata alla città di Milano, per il valore simbolico della Scala, ma anche per i miei legami affettivi e personali con essa, per i ricordi dei tanti spettacoli e concerti cui ho assistito, degli ospiti illustri che ho vestito, di esperienze indimenticabili come la creazione dei costumi, nel 1994, per l’Elektra di Richard Strauss diretta dal Maestro Sinopoli. Ora, più che mai, sento il dovere morale di contribuire attivamente a sostegno del prestigioso Teatro, patrimonio di milanesi e non, vero e proprio simbolo di resistenza intellettuale”.

I profili ufficiali del Gruppo celebrano l’avvenimento postando sui social una foto-simbolo del legame tra Armani e la Scala: la prima (in assenza di pubblico) del 7 dicembre 2020 con A riveder le stelle, con cantanti e ballerini che hanno indossato diversi abiti firmati dallo stilista.


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