Si valuta l’ipotesi di fornire il vaccino in vacanza per permettere agli italiani di ottenere la seconda dose nei luoghi di villeggiatura.

Vaccino in vacanza da effettuare nei luoghi di villeggiatura. Questa è l’ipotesi presa in considerazione per permettere agli italiani ricevere la seconda dose, senza rinunciare alle ferie e allo svago nei mesi estivi, effettuando quello che è stato definito un cambio di domiciliazione provvisorio che avrà una durata massima di 3 settimane. In questo modo, il richiamo sarà effettuato direttamente sul luogo in cui si intende trascorrere le vacanze estive.

Vaccino in vacanza con cambio di domiciliazione provvisorio: l’ipotesi al vaglio

Un cambio di domiciliazione provvisorio, della durata non superiore alle tre settimane, per poter effettuare il richiamo del vaccino se ci si trova nei luoghi di vacanza. Un’ipotesi alla quale il Governo sta lavorando, per permettere agli italiani di organizzare le proprie vacanze, senza avere la preoccupazione di non riuscire a rispettare le tempistiche del richiamo.

Va sottolineato che questa opzione è già disponibile per tutte quelle persone che, per ragioni professionali, devono spostarsi al di fuori della regione di residenza, comunicando però all’ASL di competenza il nome di un medico curante della zona in cui si ha intenzione di vaccinarsi.

Vaccino in vacanza
Vaccino in vacanza

Qualora si decida di completare il vaccino in vacanza, si dovrà inviare una comunicazione all’ASL del territorio in cui si trascorreranno le vacanze, al fine di essere inseriti nella piattaforma informatica della regione di arrivo. Su questa ipotesi starebbero lavorando i Ministeri della Salute e del Turismo, in collaborazione con Francesco Paolo Figliuolo, Commissario straordinario all’emergenza Coronavirus, secondo quanto riferito da Il Corriere della Sera.

Se tale ipotesi diventa realtà, si dovranno riorganizzare le scorte di vaccini, in ogni regione, in base alla domanda registrata.

La posizione delle regioni italiane

Le regioni italiane appoggiano questa ipotesi, al fine di non bloccare o ritardare il processo di immunizzazione della popolazione nei mesi estivi. Bisogna però sottolineare che non tutte le regioni italiane hanno a disposizione uguali strutture per quel che concerne la somministrazione delle dosi ai residenti e ai domiciliati, anche se tutti i dati sono tracciabili tramite il circuito delle tessere sanitarie.

La somministrazione del vaccino in vacanza non sarà disponibile per i soggiorni brevi, ma solo per vacanze che non abbiano una durata inferiore alle tre settimane. Entusiaste della proposta, le regioni Liguria e Piemonte, nonché il Veneto. Il presidente di quest’ultima, Luca Zaia, vorrebbe estendere la possibilità di vaccinarsi in vacanza anche agli stranieri che scelgono di passare le proprie vacanze sul territorio.


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