La legge sulla parità salariale è stata approvata dalla Camera con 393 voti favorevoli e nessuno contrario. Il provvedimento, ora, passa al Senato.

È stata approvata alla Camera, ad unanimità, la legge sulla parità salariale, con 393 voti favorevoli e nessuno contrario. In questo modo, all’interno del mercato del lavoro, si avvierà un percorso che porterà ad incentivare la parità retributiva tra i generi. La proposta è partita da Chiara Gribaudo, deputata del partito democratico responsabile dei giovani del Nazareno, a proporre la legge. Il provvedimento sarà, infine, esaminato dal Senato. Ecco quali novità apporterà al mondo del lavoro e, nello specifico, alla ridefinizione degli stipendi.

Legge sulla parità salariale: le novità nel mondo del lavoro

Passa ora al Senato la proposta di legge per favorire la parità salariale tra uomini e donne, che è stata approvata dalla camera il 13 ottobre 2021. Sono stati individuati vari strumenti al fine di appianare il gap retributivo tra uomo e donna per quel che concerne la retribuzione per le mansioni svolte: tra questi, lo sgravio contributivo – fino a un massimo di 50 mila euro – e la certificazione prevista dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNR).

Parità salariale
Parità salariale

Il gender pay gap – così definito tecnicamente in inglese – dovrebbe essere, dunque, ridotto attraverso un pacchetto di misure contenuto nel testo unificato che prevede modifiche al codice di cui al decreto legislativo 11 aprile 2006, n. 198, nonché diverse disposizioni in materia di pari opportunità, in ambito lavorativo, tra uomo e donna.

I punti salienti della legge

La legge sulla parità salariale verte su specifici punti che fungono da elementi portanti al fine di raggiungere l’uguaglianza salariare per uomini e donne.

  • sia per le aziende pubbliche che per quelle private, è previsto l’allargamento dell’obbligo di redazione del rapporto sulla situazione del personale con più di 50 dipendenti (il numero attuale è fissato a 100 unità);
  • conciliazione dei tempi lavorativi e familiari con specifici strumenti e certificazione della parità di genere;
  • in materia di discriminazione, vengono introdotti atti di natura organizzativa o incidenti sull’orario di lavoro che possono creare discriminazioni sia per uomini che per donne.

La certificazione di parità di genere sarà introdotta a partire dal 1° gennaio 2022, che attesterà le misure intraprese dai datori di lavoro per ridurre il gap retributive tra i generi, anche in vista delle opportunità di crescita delle aziende di cui fanno parte, delle mansioni da svolgere, ma anche in relazione alla tutela della maternità e alla parità stipendiale. Ogni azienda potrà godere di uno sgravio contributivo massimo di 50 mila euro annui, in quanto tale certificazione sarà corredata da un meccanismo di premialità.

Riproduzione riservata © 2021 - LEO

ultimo aggiornamento: 16-10-2021


A Singapore ci sono poliziotti robot che reprimono i comportamenti anomali e indesiderati

Lavazza punta alla Cina: 1000 nuove caffetterie apriranno entro il 2025