L’Italia punta all’indipendenza dal gas della Russia con i rigassificatori: ecco cosa sono, dove si trovano e quanto verranno potenziati.

Senza il gas russo si ferma l’economia e si rischia la tragedia sociale. L’ha detto il ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani, secondo il quale con la guerra in Ucraina ci vorranno tra i 24 e i 36 mesi per diversificare le fonti italiane. Come si svilupperà la corsa all’indipendenza energetica? Una delle soluzione più immediate caldeggiate dal governo è quella dei rigassificatori.

Rigassificatori, cosa sono e dove si trovano

I rigassificatori sono impianti che raccolgono il Gnl (il gas naturale liquefatto) proveniente dalle metaniere e lo inviano ai serbatoi di stoccaggio. Un impianto di pompe pressurizza il gas e lo manda ai vaporizzatori a fiamma sommersa. Il Gnl è stoccato a -160 gradi e a una pressione di poco superiore a quella atmosferica.

Dai rigassificatori in mare il gas raggiunge le centrali elettriche, le fabbriche e le caldaie domestiche attraverso la rete di distribuzione. In Italia, ad oggi, ci sono tre rigassificatori: si trovano a Panigaglia vicino a La Spezia (è il più grande e vecchio, in funzione dal 1967 e di proprietà di Snam), a Porto Viro in provincia di Rovigo (al 70,7% della statunitense ExxonMobil) e al largo della costa di Livorno, partecipato al 49,07% da Snam, al 48,24% dal fondo australiano First Sentier Investors e al 2,69% dalla società di shipping norvegese Golar Lng.

Un rigassificatore in mare
L’indipendenza energetica italiana passa per i rigassificatori

Il piano di Mario Draghi per dare all’Italia il gas tagliato dalla Russia (il 43% dei nostri rifornimenti) prevede il maggior acquisto di Gnl da Stati Uniti, Canada, Algeria, Azerbaijan e Qatar, il potenziamento dei tre impianti già attivi (al momento vanno al 60% della loro capacità di esercizio) e l’installazione di un rigassificatore galleggiante nel golfo di Piombino. Sono inoltre pronti a partire e già autorizzati i rigassificatori di Falconara, Porto Empedocle e Gioia Tauro.

L’attuale capacità totale dei tre rigassificatori presenti sul territorio italiano è di circa il 20% del fabbisogno nazionale. “Le navi metaniere hanno la fortuna di essere mobili – ha spiegato Cingolani intervenendo ad Agorà Extra su Rai 3 – quindi si mettono in prossimità delle tubazioni e possono trasformare in mare il gas liquido. Poi costruiremo altre infrastrutture nei prossimi 12-24 mesi”.

I rigassificatori in Italia pronti a aumentare

A partire dall’estate del 2022 si dovrebbe cominciare ad accelerare sui nuovi stoccaggi e su questo fronte sono stati individuati 13 siti: le infrastrutture sono sempre di Snam, di Edison e del fondo Ital Gas Storage. Snam è una holding del gruppo Cassa Depositi e Prestiti. Il Presidente è Nicola Bedin, l’amministratore delegato è Marco Alverà.

L’Italia è al momento il Paese europeo che ha la maggior quantità di stoccaggi di gas: 74,1724 TWh, pari al 23,4% della capacità continentale (316,927 TWh). Le scorte italiane in questo momento sono al 37,51% del totale.

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ultimo aggiornamento: 17-03-2022


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