Dal 4 novembre 1946 l’Unesco è attiva per promuovere l’educazione, la scienza e la cultura: l’Italia in prima linea con i suoi 58 siti.

Il 16 novembre 1945 nasceva l’Unesco, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’educazione, la scienza e la cultura. Dopo le devastazioni della Seconda guerra mondiale, l’Onu decise di fondare un nuovo organismo per incarnare il rinnovato spirito di solidarietà tra i Paesi nel nome dell’arte e della bellezza. Dal 4 novembre 1946, data della creazione ufficiale dopo che una ventina di Stati avevano accettato l’Atto costitutivo, l’Unesco svolge un ruolo che il Presidente della Repubblica Mattarella ha definito “insostituibile” nella conservazione e valorizzazione “di quel DNA comune della civiltà umana che è il patrimonio mondiale”.

Unesco: Italia vanta 58 siti patrimonio

L’Italia è un patrimonio nel patrimonio dell’Unesco: è la prima nella classifica per numero di Patrimoni dell’Umanità. Nel Belpaese ci sono 58 siti Unesco su un totale globale di 1.154 distribuiti in 167 Paesi. Tra i beni inclusi nell’elenco, l’Italia vanta i centri storici di Firenze, Siena, Napoli e San Gimignano, Venezia e la sua laguna, le aree archeologiche di Pompei ed Ercolano, i Sassi e il Parco delle Chiese Rupestri di Matera.

Non meno importanti sono la Valle dei Templi di Agrigento, le Cinque Terre, Castel del Monte e i Trulli di Alberobello, la Basilica di San Francesco ad Assisi, la chiesa e il convento domenicano di Santa Maria delle Grazie e il Cenacolo di Leonardo da Vinci. Soltanto nel corso del 2021 si sono aggiunte la Cappella degli Scrovegni e gli affreschi del Trecento di Padova, Montecatini Terme e i portici di Bologna.

Il logo dell'Unesco
L’Unesco compie 75 anni

I tre siti Unesco italiani più famosi e visitati, stando a una classifica stilata dal sito Musement basandosi sulle recensioni su Google, sono la Piazza del Duomo di Pisa con 88.340 recensioni, Palermo arabo-normanna e le cattedrali di Cefalù e Monreale con 61.205 recensioni e la Costiera Amalfitana con 50.095 recensioni.

Il 2022 sarà un anno ancora più cruciale per l’Italia. Firenze ospiterà la Conferenza dedicata al 50esimo anniversario della Convenzione Unesco sul patrimonio culturale e naturale dell’umanità. “A forti crisi – ha dichiarato Sergio Mattarella nel messaggio inviato alla Direttrice Generale dell’Unesco, Audrey Azoulay – non si può che rispondere con grandi ambizioni. La ripresa post pandemica di cui il mondo ha bisogno passa anche per la salvaguardia e la promozione dei valori della cultura, dell’istruzione, della scienza e della comunicazione”.

Unesco: Firenze pronta ad accogliere la Conferenza

L’Italia – ha aggiunto il Presidente – è fermamente al fianco dell’Unesco nel raggiungere tali obiettivi. In tale spirito, porgo a lei, Signora Direttrice Generale, i più sinceri auguri della Repubblica Italiana per l’importante ricorrenza, mentre rivolgo un cordiale saluto a quanti si trovano riuniti a Parigi per la 41esima Conferenza generale”.

Nel corso della Conferenza generale 2021, dal 9 al 24 novembre, sono state adottate numerose misure significative. La più importante è la cosiddetta Dichiarazione di Parigi intitolata “A Global Call for Investing in the Futures of Education”: l’impegno di tutti gli Stati membri a sostenere finanziamenti per garantire un’istruzione di qualità, inclusiva ed equa e promuovere opportunità di apprendimento permanente per tutti.

Riproduzione riservata © 2021 - LEO

ultimo aggiornamento: 19-11-2021


Museo del Cinema più grande del mondo: cosa sapere sull’opera di Renzo Piano

L’UNESCO nomina Modena città creativa per Media Arts