Le imprese del vetro d’arte sono in ginocchio, piegate da un aumento folle del combustibile: tre parlamentari di partiti diversi si attivano.

L’industria del vetro di Murano è sull’orlo del collasso. La tradizione del vetro d’arte, una delle eccellenze italiane nel mondo, è a forte rischio non perché l’antica sapienza di questo lavoro sta andando perduta, ma perché l’aumento spropositato dei prezzi dell’energia sta facendo spegnere i forni. Le previsioni per novembre sono fosche: la bolletta per i 175mila metri cubi di metano consumati per lume, profusione, fornace e moleria passerà da 40mila a 165mila euro.

Vetro di Murano: i numeri di un’eccellenza italiana

A Murano l’industria del vetro conta 260 realtà produttive (grandi e piccole) e un indotto di circa 800 persone. A questi vanno aggiunti gli incisori, i decoratori e i professionisti dell’arte vetraria. Senza dimenticare il sistema di stoccaggio, trasportatori, negozianti, commercianti, commessi e altri soggetti collegati.

La crisi del settore preoccupa la politica. Il parlamentare del Pd Gianni Pellicani (membro della Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici e Consigliere comunale di Venezia), la deputata della Lega Giorgia Andreuzza (Vicepresidente della Commissione Attività produttive, Commercio e Turismo) e il parlamentare di Forza Italia Raffaele Baratto hanno lanciato un appello al governo di Mario Draghi.

I tre hanno presentato un’interrogazione ai ministri dello Sviluppo Economico e della Transizione Ecologica affinché si attivino il prima possibile per sostenere l’intera filiera. Le imprese del vetro di Murano hanno la necessità di utilizzare il combustibile senza soluzione di continuità, 24 ore al giorno per tutto l’anno, anche solamente per mantenere i forni accesi e funzionanti.

La lavorazione del vetro di Murano
Il vetro di Murano a rischio

L’indotto del vetro d’arte produce annualmente un consumo stimato pari a 7 milioni di metri cubi, per una spesa complessiva di 1,75 milioni di euro ogni anno. Con un caro-bolletta da 165mila euro al mese, si passerebbe a 2 milioni di euro annui, nella migliore delle ipotesi. Un importo insostenibile per le imprese del settore.

Questi dati, messi in relazione con quelli di Confartigianato che prevedono un ulteriore aumento del gas da 0,19 a 0,58 euro al metro cubo, paventano persino la possibilità di una spesa finale raddoppiata. Ancora più fosco è lo scenario dipinto da altri dati, secondo i quali l’aumento potrebbe passare da circa 20 centesimi a 90 centesimi a metro cubo.

Aumento gas spegne i forni del vetro di Murano

Questi costi sono irragionevoli per le piccole imprese e le botteghe artigiane di Merano. Inoltre non è ancora stata fornita un’alternativa valida e convincente all’uso del combustibile. Il danno ricadrebbe a cascata su tutta l’economia del territorio di riferimento.

Ho incontrato personalmente una delegazione di imprenditori del vetro di Murano che chiedono un intervento urgente da parte del governo – fa sapere la Andreuzza –, poiché un aumento incontrollato del costo dell’energia porterà artigiani e imprese ad arrestarsi completamente senza possibilità di ripresa. Come Lega stiamo già valutando che l’intervento effettuato a tutela delle famiglie vada esteso anche alle imprese, al fine di tutelare un marchio riconosciuto in tutto il mondo. Si potrebbero, quindi, valutare ipotesi di compensazione per attenuare il peso degli aumenti ed estendere a queste imprese il trattamento legato alla legge speciale di Venezia”.

Auspico che tutti i parlamentari veneziani, di qualsiasi appartenenza politica – conclude la parlamentare leghista –, vogliano fare squadra nell’individuare tutti gli strumenti legislativi possibili da adottare per salvaguardare questo comparto fondamentale per il nostro Veneto”.

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ultimo aggiornamento: 04-11-2021


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