Dopo 35 anni di lavoro con la STMicroelectronics nel settore dei semiconduttori, Giuseppe Crippa non è andato in pensione e ha lanciato l’impresa familiare Technoprobe: ecco la sua storia di successo.

Da piccola azienda privata a conduzione familiare a grande produttore internazionale leader di settore: è la storia di Technoprobe, hub tecnologico di ricerca e innovazione nel mondo dei semiconduttori e “angolo di Silicon Valley alle porte di Milano”. Un impressionante percorso di crescita e successo che ha reso miliardario il suo fondatore, l’87enne Giuseppe Crippa. Incredibile ma vero: Crippa è uno degli otto nuovi miliardari del 2022. Ed è in buona compagnia: lui, Marvy Finger e William Franke sono ultra 80enni. Ecco chi è e qual è la sua storia.

Chi è Giuseppe Crippa, imprenditore miliardario a 87 anni

Classe 1935, Giuseppe Crippa cresce nella Milano degli sfollati durante la Seconda guerra mondiale. Frequenta un istituto tecnico a Bergamo e negli anni Cinquanta ottiene il primo impiego nella società ingegneristica Breda. Scopre l’universo dei microchip nel 1960, a 25 anni, quando legge un annuncio di ricerca sul Corriere della Sera, risponde e viene assunto da SGS Italia, storica azienda che opera nella progettazione e costruzione dei circuiti integrati.

Nel 1962 la società lo manda nella Silicon Valley per studiare e portare in Italia la tecnologia dei semiconduttori sviluppata da Gordon Moore alla Fairchild Semiconductor. Quando Crippa rientra a Milano, SGS Italia si trasforma in STMicroelectronics, colosso italo-francese dei semiconduttori nato dalla fusione di SGS con Thomson Semiconducteurs.

Un ricercatore al lavoro sui microchip
Un laboratorio artigianale di tecnologia: è la Technoprobe nata dall’idea di Giuseppe Crippa

Nel 1995, a 60 anni, Crippa riceve una proposta di liquidazione da STMicroelectronics. Ormai sono 35 anni che lavora in azienda. I chip che testano e producono finiscono negli oggetti tecnologici di uso quotidiano: smartphone, computer, tablet, auto. Giuseppe accetta l’offerta ma anziché andare in pensione si mette in proprio e avvia la sua società: la Technoprobe. È un sogno che culla da tempo.

Crippa amplia quello che sperimenta già tra la cucina, il garage, la soffitta e il seminterrato della sua casa in campagna. Con i soldi della liquidazione abbandona l’ufficio domestico per allestire un impianto di 800 metri quadrati a Cernusco Lombardone, in provincia di Lecco.

Technoprobe produce probe card, piccoli dischetti circolari ad alta tecnologia, con migliaia di punte metalliche concentrate in pochi centimetri, che vengono utilizzati per testare i semiconduttori di tipo non-memory o SoC (System-on-a-Chip) e verificarne possibili difetti. Fino ad allora le soluzioni per il testing dei chip sono effettuate soltanto negli Stati Uniti.

Giuseppe Crippa: Technoprobe è un gioiello italiano

Per i primi 15 anni Crippa vende le probe card soprattutto alla STM, i suoi ex datori di lavoro. All’inizio ha in squadra una decina di dipendenti, pian piano cresce e si espande. Prima in Francia e a Singapore, poi comincia ad allargare il giro di clienti: arriva a fornire probe card tanto ai produttori di semiconduttori come AMD, Intel e TSMC quanto a giganti delle telecomunicazioni quali Apple, Qualcomm, Samsung e Nvidia.

Nel 2007 Technoprobe apre il primo ufficio negli Stati Uniti, a San Jose, in seguito inaugura nuove sedi a Taiwan e nelle Filippine. L’azienda si tiene sempre aggiornata e compra per 40 milioni di dollari Microfabrica, una società californiana che produce componenti per probe card più piccole ed efficienti tramite stampa 3D.

Technoprobe, fatturato record e quotazione in Borsa

Oggi Technoprobe è leader mondiale nel campo delle probe card (supera perfino i concorrenti californiani di FormFactor), registra un utile netto di 136 milioni di dollari su entrate di 446 milioni, conta 2.300 dipendenti nel mondo e 1.500 in Italia e tre centri di ricerca e sviluppo. Votata per cinque anni consecutivi come miglior fornitore di probe card a livello mondiale, nel 2022 si quota al listino Euronext Growth Milan di Borsa Italiana.

Crippa nel 2022 ha 87 anni e dal 2017 ha lasciato la carica di amministratore delegato. La società è rimasta in famiglia: il presidente è Cristiano Crippa, figlio maggiore al lavoro accanto al padre da quando ha 17 anni; il vicepresidente è Roberto Crippa, il più piccolo e diventato ingegnere chimico; l’ad è Stefano Felici, nipote di Giuseppe laureato in ingegneria elettrica. I tre già guardano avanti: la scommessa di Technoprobe è sui chiplet, chip microscopici in silicio che aumenteranno sempre più le performance per le CPU del futuro.

La vita privata di Giuseppe Crippa e patrimonio

Crippa è sposato con Mariarosa, sua moglie, da cui ha avuto i suoi due figli, Cristiano e Roberto.

Il patrimonio dell’ottuagenario, secondo Forbes, è di 3,2 miliardi di euro.

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ultimo aggiornamento: 15-06-2022


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