Il calcolo della rendita catastale di un immobile serve per conoscere il valore di reddito che l’Agenzia delle Entrate attribuisce a quello specifico bene.

Il calcolo della rendita catastale è una operazione fondamentale per poter svolgere correttamente i vari conteggi ai fini fiscali relativi al possesso di beni immobili. Abbiamo tutti a che fare con imposte come l’IMU o l’IRPEF di un’abitazione o di un terreno. Per conoscere a quanto ammonti precisamente l’importo di queste tasse, dobbiamo servirci proprio della rendita catastale.
Ma come ottenere questo importante parametro fiscale?
Nel caso in cui l’immobile di riferimento sia censito ed accatastato, allora sarà possibile trovare il dato della rendita catastale all’interno dell’atto di acquisto della casa, oppure sulla visura catastale.

La rendita catastale viene valutata sulla base di specifici coefficienti che sono strettamente dipendenti dalla categoria catastale a cui appartiene il bene immobile di riferimento.
In particolare, si definisce sulla base di due parametri ben distinguibili: la dimensione dell’immobile e un valore numerico calcolato dall’Agenzia delle Entrate.

Per quanto riguarda il primo dato, ovvero quello relativo alla dimensione del bene immobile, può essere espressa in vani catastali, metri cubi o metri quadri. Dipende dalla categoria catastale di riferimento.
Il dato elaborato dall’Agenzia delle Entrate si chiama tariffa di estimo e varia a seconda della zona in cui è l’immobile si trova, nonché rispetto a quella che sarà la sua destinazione d’uso. Questo perché l’Agenzia delle Entrate si occupa di frammentare il territorio di competenza in zone omogenee. Per farlo inserisce gli immobili di ciascuna zona in specifiche categorie e classi catastali.

Ma qual è il procedimento esatto che dobbiamo seguire per poter effettuare il calcolo rendita catastale? Vediamolo insieme.

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Fonte foto: https://pxhere.com/it/photo/599836

Come calcolare la rendita catastale

Il calcolo della rendita catastale è abbastanza complesso. Infatti richiede il possesso di una serie di conoscenze e competenze (anche pratiche), per la sua resa migliore.
Proprio per questo motivo, per conoscere la rendita catastale di un immobile è caldamente consigliato rivolgersi direttamente all’Agenzia delle Entrate. In questo modo potremo entrare in possesso della relativa visura catastale.

Grazie a questo servizio messo a disposizione dall’Agenzia delle Entrate, potremo finalmente conoscere i dati sulla rendita. Ma non solo: avremo accesso alle informazioni relative a qualunque bene immobile a patto che si trovi sul territorio italiano e che sia stato censito al Catasto dei fabbricati o al Catasto terreni.

Come accedere alle visure catastali

Gli unici dati che bisogna avere a disposizione per poter ottenere queste informazioni chiave dall’Agenzia delle Entrate sono la provincia di ubicazione del bene immobile di nostro interesse e i suoi identificativi catastali, ovvero il comune di ubicazione, la sezione, il foglio e la particella.

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Se vogliamo sapere nel dettaglio come calcolare la rendita catastale dobbiamo sapere che, per la maggior parte delle unità immobiliari, esso viene effettuato andando a moltiplicare la dimensione dell’immobile per il valore riportato nelle tariffe di estimo.
Le tariffe di estimo, come anticipato, sono quei dati elaborati dall’Agenzia delle Entrate sulla base di ubicazione, destinazione d’uso del bene immobile e appartenenza ad una specifica categoria catastale.

Vediamo insieme una panoramica delle principali categorie catastali.

Troviamo innanzitutto il gruppo A di cui fanno parte gli immobili a uso abitazione o gli uffici, suddivisi in sottogruppi (da A/1 ad A/8 e A/11), a seconda della loro destinazione specifica. Le loro dimensioni si calcolano in metri quadri.

Il gruppo B si riferisce agli alloggi collettivi, le cui dimensioni vengono calcolate in metri cubi.

Il gruppo C è invece relativo agli immobili a uso vario (ad esempio box o posti auto, categorizzati nel sottogruppo C/6) e commerciale, le cui dimensioni vengono calcolate in metri quadri.

Infine, i gruppi D ed E, che hanno una rendita determinata attraverso una stima diretta.

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Calcolo valore IMU da rendita catastale

La rendita catastale è il dato chiave per procedere al calcolo del valore dell’IMU.
IMU è l’acronimo di Imposta Municipale Propria, istituita dal governo Monti nel contesto della manovra Salva-Italia del 2011. Dobbiamo pagare questa imposta presso il Comune di residenza da tutti coloro che sono proprietari di fabbricati, aree fabbricabili o terreni agricoli. Possiamo effettuare il pagamento attraverso modello F24, bollettino postale o direttamente attraverso i sistemi di pagamento elettronico

Il prossimo 16 giugno scadrà il termine per il pagamento dell’acconto di questa tassa sulla casa mentre, entro il 16 dicembre, bisognerà versare il saldo e l’eventuale conguaglio, in base alle nuove aliquote fissate dal Comune.

Ma come facciamo ad ottenere il valore dell’IMU che ci spetta?
Come per gli anni passati, tutto ciò che dovremo avere a disposizione sono i dati relativi alla suddetta rendita catastale, che dunque assumono un’importanza centrale all’interno del calcolo, il coefficiente catastale dell’immobile e l’aliquota stabilita dal Comune in cui l’immobile è sito.


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