Disabili e diritto al lavoro: le linee guida in materia di collocamento mirato delle persone con disabilità fanno passi avanti.

Cosa dice la legge in materia di disabilità e diritto al lavoro? Fortunatamente, la Convenzione ONU del 1999 e un recente Decreto Ministeriale (11 marzo 2022) hanno stabilito che tutte le persone, abili e non, hanno diritto ad un’occupazione. Vediamo cosa prevedono le normative che regolano i rapporti professionali dei disabili.

Disabili e diritto al lavoro: cosa dice la legge

I disabili, così come tutte le persone abili, hanno diritto ad un posto di lavoro. L’articolo 27 della Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità parla molto chiaro: parità per tutti, anche per quel che riguarda la professione. Le Amministrazioni pubbliche, non a caso, sono obbligate ad assumere categorie protette e devono favorirne l’assunzione anche per quel che riguarda le aziende private.

La legge numero 68, del 12 marzo 1999, stabilisce che i disabili hanno diritto non solo al lavoro, ma anche ad un “collocamento mirato“. Con il Decreto Ministeriale numero 43 dell’11 marzo 2022 sono state presentate le Linee guida in materia di collocamento mirato delle persone con disabilità. Andrea Orlando, Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, ed Erika Stefani, Ministra per le Disabilità, hanno studiato nei dettagli le Linee per garantire “un percorso di collaborazione e condivisione interistituzionale orientato verso un sistema di inclusione lavorativa più efficiente e organico in tutto il Paese“.

Con questo nuovo passo avanti, si ribadisce che il lavoro è “fondamentale per i percorsi di integrazione sociale delle persone con disabilità e la più ampia realizzazione dei relativi progetti di vita indipendente“. Sono tre le categorie che possono usufruire delle linee guida:

  • ragazzi con disabilità che non hanno l’età da lavoro oppure sono ancora studenti, che saranno “accompagnati” in un percorso di inclusione sociale e integrazione lavorativa;
  • persone che accedono per la prima volta alle liste del collocamento obbligatorio o sono iscritti da non oltre 24 mesi;
  • disoccupati da oltre 24 mesi e coloro che si riaffacciano nel mercato del lavoro dopo dimissioni, licenziamenti o lunghi periodi di malattia, infortunio sul lavoro, malattia professionale o riabilitazione.

Disabili e diritto al lavoro: il collocamento mirato è la soluzione migliore

Affinché le Linee guida vengano rispettate, il Ministero e le amministrazioni regionali competenti effettueranno un monitoraggio annuale. Inoltre, è stata istituita la Banca dati del collocamento obbligatorio mirato, che semplifica le modalità di assunzione per persone diversamente abili. Queste ultime, ovviamente, avranno diritto a: tre giorni di permesso mensile o due ore di permesso giornaliero, scegliere la sede più vicina al proprio domicilio, non essere trasferiti se non sono d’accordo e ad un collega di lavoro correttamente istruito ad aiutarlo in caso di pericolo.

Riproduzione riservata © 2022 - LEO

ultimo aggiornamento: 24-06-2022


Grandi Dimissioni: cosa sono e com’è cambiata l’ottica al lavoro

I 10 consigli per risparmiare sull’aria condizionata nella bolletta