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#ioleggoperché: parte la campagna nazionale per portare i libri nelle scuole italiane

#ioleggoperché: al via la campagna nazionale per le scuole italiane
Dal 7 novembre 2026 torna in tutta Italia la campagna #ioleggoperché , l'iniziativa nazionale che da dieci anni trasforma le librerie in ponti tra i lettor

Dal 7 novembre 2026 torna in tutta Italia la campagna #ioleggoperché, l’iniziativa nazionale che da dieci anni trasforma le librerie in ponti tra i lettori adulti e le biblioteche scolastiche. Organizzata dall’Associazione Italiana Editori (AIE) con il supporto del Ministero della Cultura attraverso il Centro per il libro e la lettura e in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione e del Merito, questa edizione coinvolgerà 4.135 librerie, 30.610 scuole e 4.004 nidi distribuiti su tutto il territorio nazionale, numeri che segnano un’espansione significativa rispetto alle edizioni precedenti.

Come funziona la campagna: il meccanismo della donazione

Il principio è semplice quanto efficace. Chi entra in una delle librerie aderenti può acquistare uno o più libri da donare alla scuola o al nido del proprio quartiere. Non è necessario conoscere personalmente gli insegnanti, né scegliere un istituto specifico: la libreria si occupa di raccogliere i volumi e di consegnarli agli istituti scolastici partecipanti della zona.

Questo meccanismo ha un effetto moltiplicatore importante: trasforma un gesto individuale — comprare un libro — in un atto collettivo capace di arricchire biblioteche spesso sottofinanziate. Le scuole italiane, in particolare quelle nelle aree periferiche o nelle regioni con minori risorse, faticano a rinnovare e ampliare i propri scaffali. Ioleggoperché colma parzialmente questo divario, portando narrativa, saggistica per ragazzi e albi illustrati dove altrimenti non arriverebbero.

L’inclusione dei nidi d’infanzia — con oltre quattromila strutture coinvolte in questa edizione — rappresenta una delle evoluzioni più rilevanti della campagna. Portare i libri tra i bambini fin dai primissimi anni di vita risponde a una consapevolezza consolidata nella ricerca pedagogica: l’esposizione precoce alla lettura ad alta voce costruisce competenze linguistiche e cognitive che si riflettono sull’intero percorso scolastico.

Dieci anni di numeri: cosa ha costruito ioleggoperché dal 2016

La campagna è nata nel 2016 e ha attraversato edizioni molto diverse tra loro, compresa quella in piena pandemia, quando la raccolta si è dovuta reinventare. Eppure i risultati cumulativi parlano chiaro: in otto anni di attività, oltre 3 milioni di libri sono stati aggiunti alle biblioteche scolastiche italiane grazie a ioleggoperché.

Per capire la traiettoria di crescita, basta confrontare qualche dato. Nell’ottava edizione (2023), la campagna aveva raccolto 582.749 libri, coinvolgendo 3.609 librerie, 25.394 scuole e 330 nidi. Il decimo anniversario (2025) ha chiuso con 690.000 nuovi volumi sugli scaffali delle biblioteche scolastiche. La progressione è costante, e i numeri previsti per il 2026 — con quasi il 20% in più di librerie aderenti rispetto al 2023 — suggeriscono un’ulteriore accelerazione.

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Questi dati non sono solo statistiche di settore. Significano che decine di migliaia di classi hanno oggi accesso a testi che prima non avevano. Significa che un bambino in una scuola elementare di un piccolo comune può trovare sullo scaffale della sua biblioteca un romanzo illustrato o un albo che lo accompagnerà per anni.

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Immagine generata con AI

La rete che rende possibile tutto questo

Il successo di ioleggoperché non sarebbe replicabile senza la rete capillare di librerie indipendenti e catene che ogni anno scelgono di aderire. Con 4.135 punti di raccolta attivi nel 2026, la campagna è presente in modo significativo anche nelle province e nei centri medi, non solo nelle grandi città.

Il ruolo dell’AIE è quello di coordinare la logistica, garantire che i libri raccolti arrivino effettivamente alle scuole, e mantenere la qualità del catalogo disponibile per le donazioni. Non tutti i titoli sono ammessi: la selezione punta su libri di narrativa, poesia, divulgazione scientifica e saggistica per ragazzi che abbiano valore educativo e durata nel tempo, non su prodotti promozionali o di consumo rapido.

Le scuole, dal canto loro, non si limitano a ricevere. Molti istituti organizzano iniziative parallele: incontri con autori, letture ad alta voce in classe, presentazioni dei libri ricevuti ai genitori. La campagna diventa così un catalizzatore per costruire comunità intorno alla lettura, non solo un trasferimento di volumi.

Perché partecipare, anche solo con un libro

Chi si avvicina a ioleggoperché per la prima volta potrebbe chiedersi se un singolo libro faccia davvero la differenza. La risposta, guardando i dati storici, è sì — moltiplicata per milioni di persone. La campagna funziona proprio perché abbassa la soglia di partecipazione: non serve fare una donazione importante, non serve iscriversi a nessuna piattaforma, non serve organizzarsi in anticipo. Basta entrare in una libreria aderente tra il 7 novembre e la chiusura della raccolta, scegliere un libro tra quelli disponibili e lasciarlo lì.

L’elenco aggiornato delle librerie partecipanti è disponibile sul sito ufficiale di ioleggoperché, dove è possibile cercare i punti di raccolta più vicini per comune o per provincia.

In un momento in cui le biblioteche scolastiche italiane restano spesso tra le risorse meno finanziate del sistema educativo, una campagna che in dieci anni ha portato tre milioni di libri nelle scuole rappresenta qualcosa di concreto e misurabile. L’edizione 2026, con la sua rete estesa a oltre trentamila istituti e quattromila nidi, ha tutte le premesse per superare i risultati già significativi dell’anno precedente.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.

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